Mercoledì 17 Luglio 2013

Tassa rifiuti,

la rivolta dei bar

Como

Vogliono tutti sapere se si pagherà di più. Perché alla fine che la tassa rifiuti cambi il nome da Tarsu a Tares importa a pochi. Ma è la paura che il saldo finale superi la vecchia Tarsu che fa tremare tutti.

E infatti negli uffici comunali ci sono affollamenti di cittadini e titolari di attività che vogliono sapere se all’anticipo, da pagare in questi giorni e ancora secondo le vecchie regole, ci sarà un aggravio al momento del saldo, con i nuovi parametri.

Per alcuni non è solo una paura ma è la realtà. I bar si ritroveranno a pagare il 60 per cento in più, da 574 a 934 per far un esempio di un locale di cento metri quadrati.

Stando alle proiezioni del solo Comune di Como saranno le attività più penalizzate, seguite dagli alberghi con ristorante (+ 17,9 per cento) e dalle associazioni (+15).

Per questo Confcommercio lancia un appello: «Il sistema con cui viene calcolata la Tares è penalizzante. Rischia di soffocare commercianti e famiglie per l’eccessivo peso economico che comporta. Chiediamo ai sindaci del Comasco che sono sempre stati sensibili sull’argomento di trovare un altro sistema di reperire i fondi».

Ci sono pizzerie che si sono trovate con una prima di bolletta da pagare di 3500 euro, che in saldo diventerà 5mila quando con la Tarsu pagavano circa 2600-2700. Il 40 per cento in più.

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