Terragni: «Como come Pompei
Per salvarla un manager da fuori»

L’achitetto: «il sindaco indica un posto per una figura del genere, arriverebbero a frotte e anche gratis»

Como

«Gli americani non sanno vestirsi. Non ne fanno un dramma. Comprano gli abiti in Italia. Gli italiani non sono capaci di tenere in ordine le bellezze nazionali. Prendano uno specialista. E lo prendano straniero».

Di fronte al decadimento dellaCasa del fascio e del resto del patrimonio razionalista e architettonico in generale, Attilio Terragni ragiona in maniera pratica. «Non è una questine politica, di destra o sinistra.Ma è chiaro che l’Italia è un Paese incapace di gestire e fare manutenzione del patrimonio che abbiamo ereditato. L’architettura italiana è una banca, una banca nella quale i nostri avi hanno investito. Noi lasciamo che tutto vada in rovina. E continuiamo a chiederci perchè. Non siamo capaci. Punto. Prendiamo qualcuno che lo sappia fare e prendiamolo fuori».

Terragni dice che il sindaco di Como oggi stesso dovrebbe fare un bando per un manager che si occupi della manutenzione delle opere comasche, tutte non solo il razionalismo.

«Io scommetto che ci sarebbe la coda di gente che lo farebbe anche gratis. Ma poi il sindaco dovrebbe dargli carta bianca. Però il sindaco dovrebbe scegliere uno che lo sa fare, tutti questi assessori non possono improvvisarsi specialisti e quello che è successo in questi anni l’ha dimostrato. E una volta che l’ha scelto dovrebbe dargli carta bianca».

Poi lo specialista può assemblare anche forze di casa se necessario, ma senza lo specialisat va tutto a pezzi.

«Como è peggio di Pompei, cade a pezzi. La casa del fascio è l’esempio lampante. È piena di incostrazioni, i vetri originali sono stati sostituti, sei mesi fa ho visto che hanno messo una scossalina (coperatura) che lì in mezzo proprio stona. Se se ne prendesse cura qualcuno di capace attirerebbe davvero i turisti e l’impegno tornerebbe indietro alla città».

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