Camionisti stranieri  esentati dal Green pass  «Così sono favoriti»
Il settore dell’autotrasporto diviso sul Green pass

Camionisti stranieri

esentati dal Green pass

«Così sono favoriti»

Gli operatori contestano il governo per l’introduzione del doppio regime sulla sicurezza. Gervasoni (Fita Cna Como): «Si distorce il mercato»

«Gli autotrasportatori provenienti dall’estero sono esentati dall’obbligo del Green pass a condizione che le operazioni di carico/scarico siano effettuate da altro personale».

La nota congiunta diffusa dai Ministeri delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e della Salute, ha indignato Unatras il coordinamento delle associazioni di rappresentanza dell’autotrasporto che ha scritto ai Ministeri competenti: «Quello che avevamo ampiamente previsto si sta purtroppo verificando – si legge nella nota - Il settore produttivo si sta già rivolgendo all’estero per sostituire i servizi di trasporto forniti dai vettori italiani, innescando di fatto una forma di concorrenza distorta che danneggia un settore centrale della nostra economia. Riteniamo inaccettabile che il Governo preveda un regime alternativo sulla normativa del Green pass a unico vantaggio delle imprese estere».

La certificazione

In Italia circa il 25% degli autotrasportatori non è munito di Green pass: «Una percentuale che in Lombardia scende circa al 10% - afferma Riccardo Gervasoni presidente Trasportatori Fita Cna Como – abbiamo sempre dato la nostra disponibilità anche nei momenti peggiori del lockdown facendo quello che sappiamo fare, il nostro lavoro. Adesso lo Stato decide che dobbiamo avere il Green pass e i vettori stranieri no».

I controlli alla frontiera dovrebbero essere effettuati ma una volta arrivati in Italia nessuno vigila sugli autisti stranieri: «Si tratta soprattutto di persone provenienti dall’est Europa che hanno già in partenza un costo del lavoro più basso rispetto al nostro e in questo momento sono agevolati anche dal non avere obblighi sanitari».

«In tale contesto il Ministero ha preso una decisione che definiamo incredibile: discriminare le imprese italiane a favore di quelle straniere, come se queste ultime fossero immuni dal virus – scrive il presidente di Anatras Amedeo Genedani - Bisogna, a nostro parere, e come più volte richiesto, garantire l’applicazione uniforme delle regole tra imprese nazionali e imprese comunitarie. È necessario in definitiva che la circolare che esenta i conducenti stranieri dall’obbligo del possesso del certificato verde, venga al più presto ritirata».

Le perdite

Unatras solleva un’altra criticità, la fuga di conducenti stranieri che decidono di trasferirsi e andare lavorare in altri paesi d’Europa dove il Green pass non è previsto, stimando una perdita di fatturato per il comparto di circa il 20%: «Un altro problema che incide sul settore è la mancanza di personale qualificato, all’estero le patenti necessarie costano molto meno rispetto all’Italia, questo non invoglia i giovani a intraprendere la professione tra tempistiche lunghe e costi elevati» prosegue Gervasoni. Le patenti si ottengono per step e per arrivare alla E, che permette il traino di rimorchi e semirimorchi non leggeri, bisogna prenderne altre quattro prima compresa la CQC la Carta di Qualificazione del Conducente: «Oggi i possessori di patente E possono facilmente trovare lavoro, c’è molta carenza di personale».

Ad aggravare tutta la situazione si aggiunge un altro fattore: «Il grosso problema secondo noi in questo momento è legato agli aumenti del gasolio: +25% nell’arco degli ultimi 10 mesi, un incremento veloce in poco tempo che incide su tutta la filiera».


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