Canepa va ai tedeschi  «Una società solida,  il rilancio è più vicino»
Il quartier generale di Canepa a San Fermo della Battaglia

Canepa va ai tedeschi

«Una società solida,

il rilancio è più vicino»

L’imprenditore Michele Canepa annuncia la svolta: ««Risoluzione anticipata di 4 anni del concordato. La Stil di Lurate Caccivio acquisita da Taroni»

Quando, due anni fa, acquistò l’azienda fondata dai genitori nel 1967 salvandola dal fallimento, fu una scelta, ben ponderata, ma soprattutto di cuore, per dare continuità a un’eccellenza riconosciuta del distretto tessile comasco e per tutelare i lavoratori.

Oggi, come allora, Michele Canepa ha deciso di mettere al primo posto l’azienda, le sue possibilità di rilancio ed è in virtù di questo principio che si sta preparando a cedere il controllo del Gruppo Canepa (300 dipendenti) a un fondo d’investimento di diritto tedesco basato a Monaco di Baviera, che opera sin dagli anni ‘90 in acquisizioni maggioritarie di società di grandi e medie dimensioni (il nome della società è ancora riservato su richiesta della società). Una decisione a lungo meditata, frutto di una precisa strategia, di sicuro non una resa.

Quando e come è maturata questa decisione?

A ottobre ho cominciato la ricerca di un possibile partner, vagliando i migliori candidati. Quando ho acquistato la Canepa non pensavo certo a un’operazione di lungo periodo, vista anche la mia età. L’obiettivo era quello di rimettere in ordine l’azienda, evitarne il declino, salvaguardare posti di lavoro e competenze uniche che ne fanno un’eccellenza del distretto serico.

Perché è stato scelto un investitore straniero?

Sfatiamo il mito che a Como puoi contare sull’aiuto di qualche concorrente.

Il nuovo socio di riferimento è tedesco, controlla 12 realtà, qualcuna da più di 20 anni, sparse tra Germania, Svizzera e Italia, con un giro d’affari di 650 milioni di euro.

Contestualmente all’ingresso del nuovo azionista di maggioranza, si prevede l’attivazione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di impresa, introdotto dall’art. 43 del Decreto Rilancio e gestito da Invitalia, che assumerà una quota di minoranza nella società.

Ci sono precedenti analoghi?

Canepa è il primo caso in Italia, dopo il tentativo fallito con Corneliani. La nostra diventerà una pratica guida per altre operazioni.

Al Gruppo Canepa fanno capo diverse società distinte e indipendenti: saranno tutte controllate dal nuovo socio?

Rimane fuori dall’operazione la stamperia Stil acquistata dalla Taroni (controllata da Michele Canepa dal 2000). In Stil, dal 2014 nella sede di Lurate Caccivio, lavorano 80 addetti.

Conferma che resterà nel nuovo board?

Affiancherò il nuovo amministratore delegato, a dire il vero mi sento più impegnato di prima ad accompagnare l’azienda in questo passaggio.

Grazie all’innesto di nuove risorse quali obiettivi di fatturato vi siete dati?

Canepa ha chiuso il 2020 perdendo più del 40% dei ricavi, adesso stiamo risalendo piano piano la china. Puntiamo a un giro d’affari di 40 milioni di euro, ma con margini soddisfacenti.

Questa svolta come va letta nel contesto del concordato?

Questa nuova realtà finanziaria traghetterà Canepa alla chiusura anticipata del concordato preventivo entro il prossimo mese di settembre e permetterà al Gruppo di superare brillantemente il momento di profonda crisi economica portata dalla pandemia e che ha visto tutto il settore tessile in una situazione di pesante difficoltà.

Rispetto alla crisi generale come si colloca la situazione di Canepa?

Nonostante un 2020 horribilis per la crisi dovuta al Covid 19, l’attuale management di Canepa aveva iniziato ad operare azioni propedeutiche all’ingresso del nuovo partner e aveva investito in interventi di innovamento e ringiovanimento della forza lavoro che conta oggi circa 300 dipendenti ed un sito industriale di circa 40mila metri, con 50 telai attivi e 20 macchine da maglieria.

Quali sono le prospettive di quest’anno?

Il 2021 pone le basi per nuovi obiettivi in piani triennali/quinquennali che permetteranno all’azienda di raggiungere livelli di fatturati idonei alla sua importante realtà di leader internazionale nella tessitura dell’area comasca.

Questo è la dimostrazione di quanto, come già successo nel corso della sua lunga storia, Canepa trovi sempre il modo per superare ogni crisi, anche quella dovuta ad una pandemia che ha inferto un duro colpo alle aziende del settore tessile, fornitrici delle grandi griffe internazionali della moda con la produzione di tessuti protagonisti nel mondo del fashion.

Fornitori e creditori, a larga maggioranza, approvarono il piano del concordato dando fiducia all’azienda e a lei in particolare. Quale messaggio sente di dare loro?

L’ingresso di un nuovo partner, contestualmente all’attivazione del Fondo ex art. 43 gestito da Invitalia, è una garanzia per i fornitori di Canepa che possono contare su una risoluzione anticipata, di 4 anni, del concordato. La società comasca riuscirà, con questa operazione, a saldare in anticipo sul programma tutti i debiti, sia quelli privilegiati, sia i chirografari. Canepa sarà la società più solida e liquida della provincia di Como.


© RIPRODUZIONE RISERVATA