Cassa integrazione in calo  «Ma il tessile la usa di più»
Il tessile guarda ai prossimi mesi con speranza

Cassa integrazione in calo

«Ma il tessile la usa di più»

Una situazione di luci e ombre viene dipinta dal sindacato nelle statistiche. Brenna: «Ancora alti e bassi accentuati nel settore, guardiamo ai prossimi mesi»

Cala la cassa integrazione ordinaria nel primo semestre, cresce quella straordinaria. Una situazione di luci e ombre, che però vede un settore ancora alle prese in modo costante con questo strumento: il tessile.

Una situazione fotografata dal sindacato a Como. E che trova conferma dagli imprenditori: «Noi del tessile siamo alle prese con continui picchi - spiega Graziano Brenna, vicepresidente di Unindustria - e quindi si fa ricorso alle richieste di cassa, con questa prospettiva. Magari una settimana devi stare a casa, quella dopo ha ordini e bisogna lavorare».

Nell’ultimo mese, il calo della cassa integrazione è stato del 7,2%, un calo che è più della metà rispetto alla Lombardia, ma il doppio rispetto alla media italiana. Se si guarda invece al semestre (paragonando il 2015 con lo stesso periodo dell’anno precedente), la diminuzione si accentua arrivando fino al 21%. Ma la Uil, che ha elaborato le statistiche, sottolinea che si tratta di un panorama lavorativo ancora estremamente delicato.

Prima di tutto, entrando tra le pieghe dei vari volti dell’ammortizzatore sociale: «A fronte di una sensibile riduzione delle ore di cassa integrazione ordinaria, ovvero -36,3%, si registra un incremento del 23,6% di quelle straordinarie».

Non solo, le imprese più colpite sono quelle del settore industriale, che hanno richieste per 6.244.706 ore nel primo semestre, su un totale di 7.244.259 ore.

Il tessile ha visto ore richieste per 2.601.475 ore nel primo semestre, con un’incidenza del 36% sul totale. Attenzione, si parla sempre di richieste. Non tutte le ore vengono poi utilizzate.

Certo, organizzarsi non è facile e lo sguardo corre aventi: «I prossimi mesi, da settembre a dicembre, sono il periodo migliore per il comparto. Per cui vedremo se cambierà» osserva Brenna.

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