Como a Lecco: «Vota
la fusione delle Camere»

Lo stallo dei vicini preoccupa: «Su questo tema c'è accordo, prendete una decisione o rischiamo di subire altre scelte»

Como chiama Lecco: «Vota almeno la fusione delle nostre Camere di commercio. O si rischia di subire altre scelte».

Lo stallo della Camera di commercio di Lecco non può lasciare indifferente Como. Anche perché l’attesa del verdetto del Tar (previsto il 27 gennaio) è davvero lunga e nel frattempo arriveranno i decreti attuativi sugli accorpamenti.

Risultato, non si corre certo a cambiare partner dopo la lettera ufficiale mandata nei mesi scorsi dall’ente camerale comasco. Ma sia il presidente Ambrogio Taborelli sia il vicepresidente Marco Galimberti lanciano un appello ai colleghi lecchesi: si vada a votare almeno la questione fusione. Sulla quale sembrano tutti d’accordo, almeno secondo quanto emerso finora. Si compia questo atto in nome del bene delle imprese.

Il guaio principale infatti è quanto sta accadendo nel consiglio guidato da Vico Valassi (su cui pesa il ricorso del presidente di Confindustria Giovanni Maggi). Un miraggio ottenere la maggioranza dei due terzi utili a legittimare eventuali accordi.

Attualmente, infatti nel consiglio - composto da 23 persone, soltanto 12 di maggioranza - le sedute vanno deserte. Il Tar si pronuncerà infatti il 27 gennaio.

OGGI LE VOCI SUL GIORNALE

© RIPRODUZIONE RISERVATA