Coronavirus, le imprese  Modello sicurezza di BVR  Turni, protezioni, una chat
La produzione alla BVR di Lurago d’Erba

Coronavirus, le imprese

Modello sicurezza di BVR

Turni, protezioni, una chat

Ripresa l’attività dell’azienda di Lurago d’Erba. Anche uno spazio mensa per evitare il pranzo fuori. Massima sicurezza messa punto durante il lockdown

Pur avendo un codice Ateco incluso nella lista delle filiere autorizzate a mantenere attiva la produzione, la BVR di Lurago d’Erba ha chiuso all’inizio di marzo, ha poi ripreso ad un ritmo ridotto due settimane fa e solo ieri ha ricominciato a lavorare a pieno regime. L’impresa, che produce materiali per la bordatura dei pannelli destinati alla fabbricazione di mobili, è guidata da Stefano Orio, presidente del settore chimica e gomma-plastica di Confindustria Como. «Due mesi fa – spiega Orio – abbiamo deciso di fermarci perché non si capiva quello che stava accadendo e per la difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione individuale. Anche se i nostri competitor in altri paesi non hanno mai chiuso o lo hanno fatto per un tempo molto limitato – prosegue – credo che il lockdown sia stato necessario, soprattutto per comprendere la situazione e come rispondere: tuttavia, ritengo che avremmo dovuto riprendere prima».

La BVR ha utilizzato le settimane di chiusura per prepararsi al meglio sotto il profilo della sicurezza. «Abbiamo adattato il protocollo nazionale alla nostra situazione aziendale – continua il titolare dell’impresa con 45 addetti – procedendo all’individuazione di regole precise e rigorose».

In primo luogo è stata creata dall’inizio dell’emergenza una chat aziendale per condividere gli aggiornamenti normativi e le disposizioni attuative, in modo da arrivare alla riapertura con le idee chiare. L’azienda ha poi previsto entrate scaglionate (facilitate poiché la BVR lavora su tre turni), l’eliminazione della pausa pranzo fuori dall’azienda e la predisposizione di spazi per mangiare all’esterno o in locali con un numero massimo di occupanti, lo smart working dove possibile (oggi interessa il 25% degli addetti), mascherine e guanti monouso, il potenziamento delle pulizie giornaliere e l’introduzione della sanificazione ogni sabato, l’installazione di un desk esterno con barriera in plexiglass per evitare contatti con fornitori e corrieri, la misurazione della temperatura all’ingresso e la predisposizione di un’area attrezzata per le videoconferenze. Sono inoltre stati installati cartelli con le raccomandazioni più importanti e all’ingresso dello stabilimento si trovano gel disinfettanti per le mani e soluzioni ad alcol per le suole delle scarpe. «Ora dobbiamo essere tutti attenti, anche fuori dalla fabbrica – afferma Orio – perché è importante che in queste settimane non nascano nuovi focolai. Le prospettive per maggio non sono negative – conclude l’imprenditore – perché hanno riaperto i nostri clienti e dobbiamo smaltire ordini maturati nei mesi scorsi, ma vedremo come si evolverà la situazione: tutto è legato all’andamento del contagio. É fondamentale rispettare le misure di sicurezza».


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