Coronavirus, le imprese  Pasticcerie, gelaterie, pizzerie  Si riapre solo per l’asporto
Torte gelato in frigorifero: via libera a pasticcerie e gelaterie

Coronavirus, le imprese

Pasticcerie, gelaterie, pizzerie

Si riapre solo per l’asporto

Dopo quasi due mesi di stop si torna a lavorare. Consentito il consumo soltanto a casa

Si riparte, anche se con il freno a mano tirato e soltanto per l’asporto. Secondo l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio, le attività artigianali di pasticcerie, gelaterie e pizzerie al trancio sono nuovamente consentite da domani. Il Dpcm precisa tuttavia che queste realtà possono nuovamente lavorare «fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi».

Come spiega la Confartigianato di Como, inoltre, la Prefettura consiglia ai produttori di proporre ai clienti appuntamenti per il ritiro, in modo da evitare il più possibile gli assembramenti davanti ai locali.

In ogni caso, questo comparto produttivo sembra finalmente rivedere la luce. «Mi sembra di ricominciare a lavorare da zero dopo più di vent’anni di attività – dice Roberto Macrì, titolare della pasticceria e gelateria Non solo Dolce di Albate –: è un inizio importante e siamo quindi molto fiduciosi. Peraltro – prosegue –, grazie anche all’attività promozionale che abbiamo fatto in questi giorni, per domani ci sono già prenotazioni».

Il vero banco di prova si avrà poi nel fine settimana: «Per locali come il nostro – prosegue – la maggior parte della clientela è presente il sabato e la domenica e mi auguro che si riesca a servire tutti senza difficoltà e rispettando le norme».

Certo, il lavoro dovrà necessariamente svolgersi in modo diverso. «Dovremo cambiare le nostre abitudini – prosegue Macrì – almeno per un certo periodo: in un negozio di trenta metri quadrati come il mio, si entra, si fanno due parole, ci si incontra; ora dovremo dare un pacchetto ed il cliente dovrà subito scappare via, certo questo non è bello ma dobbiamo adattarci».

Queste attività artigianali sono chiuse dal 9 marzo scorso e, nella maggior parte dei casi, non hanno svolto l’attività di consegna a domicilio che pure era consentita. «Per noi – afferma ancora il pasticciere di Albate – sarebbe stato un problema, perché non eravamo organizzati ed abbiamo quindi preferito attendere».

Ora la ripresa rappresenta comunque un’incognita, «perché molto dipenderà dal desiderio delle persone di uscire» e comunque Macrì si prepara anche una contrazione del lavoro: «Purtroppo – conclude – le torte per il compleanno con venti invitati non torneranno molto presto, ora faremo dolci per poche persone; comunque, questa ripartenza è una boccata d’ossigeno fondamentale: non voglio polemizzare perché non è facile decidere in questa situazione di emergenza, ma era ora di riprendere il lavoro per tenere in vita questo settore».

Da domani quindi si potranno ritirare i dolci, meglio se su prenotazione, ma anche i gelati, solo in vaschette chiuse e per il consumo a casa, e la pizza al trancio. Per rivedere i tavolini e gli spazi all’aperto davanti ai locali, con le persone che conversano e scherzano davanti ad un cono gelato, occorrerà attendere l’arrivo della “Fase 3”.


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