Dolce e Gabbana  La moda riparte  con i colori del lago
Stefano Gabbana e Domenico Dolce

Dolce e Gabbana

La moda riparte

con i colori del lago

Gli stilisti raccontano a La Provincia nuova collezione, suggestioni e ricordi del grande evento sul lago di Como di due anni fa

Domenico Dolce e Stefano Gabbana rilanciano con le nuove ispirazioni l’hospitality elegante e riservata dei paesaggi e delle ville del Lario.

Nelle nuove collezioni Alta Moda, Alta Sartoria e Alta Gioielleria presentate a un selezionato parterre in streaming, i due stilisti recuperano attraverso immagini magiche le mete simbolo del Bel Paese dove avevano presentato le loro creazioni: luoghi simbolo come il nostro lago che nel 2018 ha fatto da set naturale a un indimenticabile cinque giorni di sfilate, red carpet e party sotto i riflettori della stampa internazionale.

È una dichiarazione d’amore che si ripete quella del duo stilistico nei confronti del corredo iconografico del territorio, un excursus nella magnificenza delle residenze d’epoca di Bellagio. E non solo. Il nuovo lusso raccontato attraverso il foulard, icona dell’industria serica, celebra oltre al luogo anche la ricercatezza dei materiali, i sorprendenti intrecci e le incredibili stampe di cui Como è maestra.

Il classico carré diventa abito, caftano, blusa, pijama palazzo, fascia, cappello, turbante in una carrellata ricca di rimandi e di quel filo di luce che vuole sfuggire al buio degli ultimi mesi.

Ed è dal lockdown, dallo tsunami che ha scatenato anche sul sistema moda, che prende spunto l’intervista rilasciata ieri al nostro giornale da Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

Qualche movimento negli acquisti sta finalmente sorridendo al sistema moda?

Noi non ci mai siamo arresi, abbiamo lavorato anche durante il lockdown spronati dai clienti che volevano vedere la nuova collezione. Abbiamo creato apposta anche dei video per loro. L’e-commerce è aumentato del 65% nei mesi di chiusura, adesso arrivano segnali incoraggianti anche dai negozi.

L’Italia è ancora in grande sofferenza mentre il business sta riprendendo bene in Cina, Germania, Svizzera e Sud America dove tanti guardano i capi online e poi se li fanno consegnare a casa.

La sfilata digitale e quella fisica continueranno a coesistere?

Quando si parla di moda, lo strumento tecnologico non può sostituire l’esperienza, l’emozione di guardare e toccare un vestito. Per questo motivo il 15 luglio sfileremo l’alta moda negli spazi dell’Humanitas davanti un numero ristretto di ospiti, per lo più europei, e poi ci stiamo preparando per il grande evento di settembre durante Pitti. Un omaggio al Rinascimento, alla grande tradizione artigianale dei maestri fiorentini.

Le forme dei nuovi abiti ricordano l’atmosfera romantica e intimista dei palazzi del Lario, quella scia dolcemente melanconica e riflessiva inevitabile conseguenza nella nuova socialità?

La pandemia ha fatto riscoprire il piacere di ricevere in casa, proprio come succedeva nelle settecentesche dimore del Lario. La tendenza è però trasversale, vale anche per chi non possiede una villa o una barca. Tra 10 giorni, sul nostro e-commerce, sarà possibile acquistare una capsule destinata proprio a differenti target, con prezzi più abbordabili.

Quali révival epocali ritornano nei dress foulard?

Ci siamo ispirati a una donna in tour per l’ Italia che acquista come souvenir un foulard e se lo drappeggia come vuole.

Il ricordo più vivo degli eventi comaschi a San Giovanni,Villa Olmo, Villa Carlotta e Tremezzina?

Ci sono rimaste particolarmente impresse le bellezze all’interno del Parco Olivelli, la scalinata e la fontana, scenografie uniche molto a tema Dolce e Gabbana.


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