Edili in Svizzera, c’è’ il contratto  Andranno in pensione a 60 anni
In Ticino lavorano quattromila muratori italiani

Edili in Svizzera, c’è’ il contratto

Andranno in pensione a 60 anni

l settore in Ticino conta ottomila addetti di cui la metà sono frontalieri italiani

Ora è ufficiale: gli edili svizzeri - ottomila quelli impiegati in Canton Ticino, la metà dei quali frontalieri - avranno un nuovo contratto, dopo 14 mesi di trattative serrate e una ventina di incontri, molti dei quali dai toni tutt’altro che concilianti.

Già perché dopo la “fumata bianca” del 3 dicembre, conseguenza diretta dell’intesa tra le agguerrite delegazioni di impresari (da una parte) e sindacati (dall’altra), nelle ultime ore è arrivato anche il secondo e decisivo via libera dell’assemblea dei delegati della Società svizzera degli impresari e costruttori e dei sindacati Unia e Syna. I due punti centrali dell’accordo - dopo le tensioni dei mesi scorsi, culminate in Canton Ticino con lo sciopero su larga scala dello scorso 15 ottobre in quel di Bellinzona (con una delegazione ricevuta dal Governo ticinese) - sono rappresentati dall’aumento salariale per il biennio 2019 - 2020 e dalla garanzia del prepensionamento a 60 anni.

Il nuovo accordo entrerà in vigore il 1° gennaio 2019. Gli aumenti salariali per il prossimo biennio sono pari a 80 franchi l’anno, mentre per mantenere il prepensionamento a 60 anni è stato deciso l’aumento delle trattenute sui salari (0,5% il prossimo anno e 0,25% nel 2020). Sono previste novità anche in materia di orari di lavoro: un esempio, le ore supplementari mensili, che passano da 20 a 25. E pensare che solo due mesi fa la rottura definitiva della trattativa sembrava ormai imminente, con pesanti ripercussioni su un comparto che già sta scontando - a cominciare dal Ticino - una crisi generalizzata. «Gli impresari costruttori si sono rifiutati per nove mesi di negoziare il prepensionamento a 60 anni. I lavoratori ne hanno abbastanza», così i rappresentanti di Unia durante la manifestazione dello scorso 15 ottobre.

Poi, come detto, le cose sono cambiate e le diplomazie - da entrambe le parti (impresari costruttori e sindacati) - hanno ricucito lo strappo. Da rimarcare il fatto che la misura relativa al pensionamento anticipato entrerà in vigore a partire dal 1° aprile. Al momento sono stati definiti i contorni dell’accordo per il 2019 ed il 2020, mentre non figurano - almeno in questa fase - aumenti per il secondo biennio (2021 e 2022). Dopo il Canton Ticino, la proposta di ottobre aveva toccato anche un altro Cantone con un altissima presenza di frontalieri ovvero il Canton Ginevra. Dunque il nuovo anno inizia per l’edilizia sotto i migliori auspici, anche se il comparto - come detto - sta parzialmente segnando il passo.

Il quotidiano ticinese “La Regione”, in un servizio dello scorso novembre, aveva definito l’edilizia locale come un “gigante dai piedi d’argilla”. Questo perché dopo anni con il vento in poppa, l’edilizia ha dato segnali di cedimento, che si sono manifestati attraverso licenziamenti - per ora contenuti nei numeri - da parte di ditte che hanno fatto la storia del comparto. Al momento, però, la crisi degli anni Novanta sembra ancora un ricordo lontano.n 
Marco Palumbo


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