Expo, la Francia superstar  Ma è l’Angola la vera sorpresa

Expo, la Francia superstar

Ma è l’Angola la vera sorpresa

Viaggio nei riconoscimenti, il Paese africano si è distinto con due giurie importanti

I padiglioni i più apprezzati possono vantare anche la creatività di Como. Angola e Francia in testa.

Una conferma viene non solo dal Bureau international dex Expositions che ha emesso il verdetto a poche ore dalla chiusura di Expo. Anche altri premi o sondaggi hanno riconosciuto le produzioni con le imprese comasche arruolate.

Il Bit assegna riconoscimenti fin dalla prima Esposizione di Londra, oltre un secolo e mezzo fa. Per quanto riguarda l’architettura, si è scelta la Francia per il concetto innovativo di padiglione e food market, è la ragione. E il linguaggio del verde è stato determinante per questo risultato: ottenuto grazie alle imprese Peverelli di Fino Mornasco e floricoltura Pironi di Vertemate.

Questo per gli spazi più grandi, mentre per quelli sotto i 2mila quadrati il premio è andato al Regno Unito «per unità creativa tra contenuto ed esperienza architettonica che diventa una installazione affascinante». Il padiglione britannico è una struttura in carpenteria metallica, alluminio e vetro che riproduce un alveare: il tutto cablato con fibre ottiche e led necessari per la riproduzioni di giochi di luci e suoni: un alveare con un messaggio forte. E la firma è dell’impresa comasca Meraviglia.

Anche nel filone sviluppo del tema c’è un riconoscimento nel segno di Como: l’argento per l’Angola. Che in ogni angolo parla del Lario. Questo perché l’aspetto del verde è sempre stato curato da Peverelli. Ma la struttura è firmata dall’impresa edile lariana Nessi Majocchi.

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