«I falsi uccidono
il commercio »

Da gennaio ad oggi sono 31mila gli articoli sequestrati dal mercato dalla Guardia di Finanza. In un convegno alla Camera di Commercio i dati sui reati legati alla distribuzione di merce falsificata

Soltanto nel 2013, un italiano su quattro ha acquistato almeno un prodotto contraffatto. Dall’abbigliamento alla pelletteria, dal software alle calzature, l’elenco delle merci potenzialmente a rischio è lunghissimo, con una trentina di forme differenti di abusivismo a caratterizzare quel mondo sommerso che ieri Confcommercio Como ha voluto duramente stigmatizzare.

I numeri sono inquietanti. Da gennaio a ottobre, nella sola provincia di Como sono stati sequestrati ben 31mila pezzi, con la denuncia a piede libero per 15 persone e 17 soggetti multati a dare la dimensione di un fenomeno ben presente anche sul Lario. In testa alla classifica degli acquisti illegali abbigliamento (41,2%), alimentari (28,1%), pelletteria (26,9%) e occhiali (27,6%). «Un fenomeno che spesso viene sottovalutato – spiega il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi, che crea problemi enormi non solo sotto il profilo della concorrenza sleale, ma anche sotto l’aspetto dell’evasione fiscale».

Ieri mattina, in via Ballarini, “Legalità. Mi Piace!” ha voluto fare il punto della situazione, una giornata di mobilitazione nazionale cui hanno partecipato i rappresentanti delle forze dell’ordine e della politica locale (tra i presenti, i deputati Chiara Braga e Nicola Molteni, oltre ai consiglieri regionali Daniela Maroni, Alessandro Fermi e Francesco Dotti), con la convinzione che non sia più possibile tollerare ulteriormente.

Roberto Benelli, presidente provinciale degli ambulanti, è duro: «Gli abusivi – commenta – oltre a non pagare le tasse, non solo non sostengono l’economia italiana e locale, ma contribuiscono a indebolirla. Invito tutti, pertanto, a non acquistare merce contraffatta».

Un auspicio, il suo, che si scontra con la realtà testimoniata dal fatto che oltre un consumatore su due giustifica l’acquisto di prodotti non ufficiali con ragioni economiche, mentre solo il 36,2% è convinto che gli acquisti illegali siano effettuati inconsapevolmente.

Marta Miuzzo, in rappresentanza delle guide turistiche, descrive un settore tutt’altro che scevro da improvvisati del turismo, persone che senza competenze, né certificazioni, portano a spasso ospiti sul lago evitando di ricorrere a chi, negli anni, di questa specializzazione ne ha fatto una professione: «Attività non dichiarate, privati ed enti che organizzano senza competenze», fino ad arrivare a «casalinghe che si improvvisano maestre di catering» e ai «circoli privati» che, in realtà, non lo sono, l’elenco degli abusi è lunghissimo. «Queste persone – afferma la Miuzzo – evadono due volte, la prima quando non pagano l’apertura dell’attività; la seconda quando lavorano senza fatturare». In questo quadro a tinte fosche, ovviamente, non può mancare il comparto delle trattative immobiliari. Claudio Zanetti, presidente degli immobiliaristi lariani, racconta un momento in cui «abusivismo, falso e contraffazione trovano terreno fertile», con «l’assenza di garanzie sulle transazioni» a dare la dimensione dei disagi cui l’ignara clientela si espone. L’assessore alla sicurezza di Como Marcello Iantorno ha specificato che la Polizia Locale esegue circa 100 sequestri l’anno e che organizzerà incontri con i giovani delle scuole superiori per la diffusione della cultura della legalità

Alberto Gaffuri

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