I fondi non bastano  Per i bus turistici  è un decreto beffa
Lo scorso anno Como invasa dai bus turistici

I fondi non bastano

Per i bus turistici

è un decreto beffa

Confartigianato Como e Cna del Lario contro lo stralcio degli aiuti al trasporto pubblico non di linea su gomma. «Imprese al collasso, non lavoriamo da fine febbraio»

Un lunghissimo lockdown (il settore si è fermato il 22 febbraio) e un mercato paralizzato con prospettive incerte nel breve periodo. Continua a restare nero l’orizzonte per i bus turistici (8mila addetti e un tessuto di 400 imprese solo in Lombardia) e la situazione si è ulteriormente complicata nelle ultime ore dopo che il trasporto pubblico non di linea su gomma è stato stralciato dal Decreto Rilancio: le risorse sono rimaste - circa 70 milioni di euro - ma potranno beneficiarne solo gli operatori del trasporto su ferro.

Addetti e ricavi

«Siamo allo stremo ed evidentemente vogliono darci il colpo di grazia - dice Giuliano Salvaterra, imprenditore, referente di Cna del Lario - è una presa in giro senza senso che rischia di avere ricadute gravissime dal punto di vista sociale su un settore che, a livello nazionale, dà lavoro in alta stagione a circa 50mila persone e che vale un fatturato annuo di circa 2,5 miliardi».

Le imprese sono nella sostanza ancora in lockdown - fermo il turismo, fermi i meeting e i convegni, ferme le gite scolastiche - e devono fare i conti con un sostegno pubblico con il contagocce. «Il principale intervento pubblico - continua Salvaterra - sono stati i contributi a fondo perduto, erogati solo sul mese di aprile, nella misura del 15% della differenza di fatturato rispetto allo scorso anno».

Ora si attende, perlomeno, il rinnovo della cassa integrazione. «Siamo delusi e arrabbiati perché quanto stabilito dal governo sinora è largamente al di sotto della necessità delle imprese - spiega Gianluigi Berini, presidente di Confartigianato Trasporto Persone - in ogni caso non ci arrendiamo e stiamo lavorando a tutti i livelli per migliorare la situazione: a Roma ma anche con la Regione Lombardia dove puntiamo a superare il limite del 60% della capienza, tuttora vigente». Confartigianato sottolinea il valore sociale di queste attività: «Incrociamo il turismo ma anche la scuola e il sociale: senza le nostre imprese chi penserà, ad esempio, ad accompagnare i gruppi di anziani in gita o a teatro?»

Il caso scuolabus

Una delle questione aperte e più pesanti riguarda proprio gli scuolabus: «Con la chiusura delle scuole le amministrazioni hanno interrotto il pagamento del servizio generando gravissime difficoltà ad imprese che, quasi sempre, sono piccole e hanno sulle spalle onerosi investimenti sui mezzi».

«Un settore allo stremo, che necessita con urgenza di misure di sostegno per scongiurare la cancellazione di centinaia di imprese - dice Cna con una nota - è incomprensibile che l’emendamento sia stato stralciato a causa dei rilievi posti dalla Ragioneria generale dello Stato».

La Confederazione sollecita il Governo «a impegnarsi immediatamente a ripresentare la misura nel prossimo decreto di fine luglio».

«Non destinare fondi al trasporto passeggeri con autobus, rappresenta la volontà di farci sparire» dice Riccardo Verona, presidente del Comitato Bus Turistici Italiani. «Il trasporto in aria e su ferro è ripartito - ha aggiunto Verona - mentre per un settore strategico per il turismo come il nostro non sono stati previsti finanziamenti». E questo nonostante una recente comunicazione della Commissione Europea, abbia disposto la necessità di garantire misure equivalenti agli operatori del settore dei trasporti che erogano uguali servizi sulla stessa tratta.


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