Il gin del lago di Como in giro per il mondo
Debutto di Rivo a Bangkok

BeverageIl successo di Rivo anche sui mercati esteri sull’onda del richiamo turistico di Como nel mondo. Rivolta: «Crescita ma resteremo un prodotto d’élite»

Quel gin del Lago di Como che volge a mezzanotte, vince premi in Polonia e sbarca in Thailandia... se fosse un romanzo, la storia di Rivo Gin, si potrebbe permettere perfino l’iperbole di trarre spunto dai versi manzoniani. Un successo frutto di fortunate coincidenze o di meticolosa programmazione?

La sensazione è che quando sette anni fa, Marco Rivolta e la mamma Gianna intrapresero questa nuova avventura avessero già previsto tutto, o quasi. «Gli ingredienti per realizzare qualcosa di buono li avevamo» spiega Marco Rivolta al telefono di ritorno da uno dei tanti viaggi. Se infatti le radici di Rivo sono ben impiantate sul Lario, come le specie botaniche raccolte a mano e cresciute nella Valle Intelvi, che vanno ad aromatizzare il Gin, la vita di Rivolta è in continuo movimento. Il 37enne ingegnere gestionale è uno dei “cervelli di rientro”: Politecnico di Milano con un Erasmus a Siviglia, poi Parigi e tanta Germania in particolare con un’agenzia di comunicazione e marketing di successo, alla quale dall’inizio del 2016 si è affiancato il Rivo.

Fascia premium

Il Gin si trova nel settore Premium, termine che indica qualità e di conseguenza prezzo più alto. Un prodotto non collocato nella grande distribuzione, ma all’interno dell’Horeca (hotellerie-restaurant-café) ovvero bar, ristoranti e alberghi.

«Il nostro primo mercato resta quello italiano – commenta Rivolta – però in questi mesi ci ha stupito davvero la facilità di entrare in territori più lontani dove avevamo portato le nostre prima bottiglie».

I numeri? «Il nostro resta un prodotto elitario e i numeri devono restare nelle migliaia di bottiglie. Sempre che arrivi il vetro…»

Anche Rivo ha dovuto fare i conti nel corso dell’estate della carenza di una materia prima e di un contenitore che siamo abituati a dare per scontato, come la bottiglia.

«Per un mese abbiamo dovuto fermare la produzione perché era impossibile fare arrivare bottiglie – spiega – A qualsiasi costo. E anche il discorso prezzo del vetro è fuori controllo, basti pensare che negli ultimi mesi abbiamo avuto tre aumenti: due del 15% e uno del 20%. Un imprenditore deve fare i suoi conti. È vero che l’incidenza del costo della bottiglia su un prodotto premium, come il nostro, è minore rispetto non so, a chi imbottiglia acqua minerale o bibite, ma si tratta di una variabile che anche noi in qualche modo dobbiamo recuperare e non possiamo certo proporre a chi gestisce un bar, una bottiglia di Rivo a 80 euro. Serve un equilibrio».

Export

Torniamo all’estero, il prodotto comasco è ora diffuso anche in Thailandia. «Sembra strano anche a me, ma è così, almeno nei migliori locali di Bangkok» scherza ancora Rivolta.

«Ed è stato molto più facile di quanto si possa pensare, tutto grazie alla forza di un brand, come il Lago di Como. Viviamo in un luogo che veramente è in grado di aprire qualsiasi porta. Fate una prova, in un qualsiasi viaggio. Di dove sei? Di Como. E dall’altra parte troverete qualcuno che ne ha almeno sentito parlare. Beppe Severgnini, un giorno ha scritto che andare a New York per qualsiasi persona rappresenta un enorme déjà-vu. In ogni strada di Manhattan sembra di esserci già stato, merito di film, telefilm, series, della comunicazione visiva. Lo stesso succede per il nostro lago, anche grazie ai turisti che ne trasmettono sui social migliaia di immagini. Siamo un puntino sul mappamondo, ma tutti vogliono venire qui. Noi stiamo qui a fare differenze tra la sponda orientale e occidentale del ramo di Como, per non parlare tra Como e Lecco, ma la percezione nel mondo è diversa e anche un prodotto del Lago di Como ne trae beneficio immediato».

Profondo il legame del prodotto con il territorio. «Impossibile pensare di portare Rivo lontano da qui. I benefici sono superiori alle problematiche che si vivono sul territorio. Soprattutto in questo momento. Poi, certo, nessuno ha la sfera di cristallo. Il Lago di Como deve mantenere questa posizione e non sedersi sugli allori, come il nostro Rivo. Non chiedetemi una previsione sui flussi turistici da qui a 50 anni, sarebbe impossibile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA