La sfida di Dany e il modello Coop Lombardia: in un anno da addetta a caporeparto

Risorse Umane Il progetto “Tu in campo” punta a valorizzare i collaboratori più motivati. Il caso di Dany Bottoglia: assunta nel 2021 dopo la laurea, promossa e ora punta alla sede centrale

Il mondo del lavoro è inesorabilmente cambiato. Se il posto fisso è un ricordo del passato, anche trovare impiego subito dopo aver terminato gli studi non è cosa facile. Eppure esistono ancora aziende che mettono a disposizione la loro struttura per consentire alle persone di realizzarsi al loro interno.

L’esperienza

A raccontare questa esperienza è Dany Bottoglia, giovane varesina che lavora a Coop Como dal 2021. «Mi sono laureata in giurisprudenza, subito dopo ho iniziato con un tirocinio in uno studio legale, ma purtroppo il trattamento economico lasciava a desiderare» dice Bottaglia. In piena pandemia senz’altro la situazione non era semplice e trovare lavoro ancora meno. «Quando è arrivata la chiamata di Coop Lombardia ho deciso di tentare: durante il colloquio ci siamo fatti delle promesse in modo vicendevole: ovvero una crescita di mansione a fronte di impegno e serietà. Sono state promesse mantenute, ma non è stata una scelta a cuor leggero – continua Bottoglia – sono entrata in Coop come addetta poco più di un anno fa, ora sono caporeparto e ho 26 anni. Un bel traguardo, anche se al momento ho messo da parte la mia laurea mi piace il mio lavoro, lo faccio con entusiasmo. Sono fiera di essere parte di una grande realtà che investe sui propri dipendenti, mettendo loro a disposizione la possibilità di formarsi e fare carriera. Non è scontato».

Ma con una laurea in tasca, come vede la giovane il suo futuro? «Il mio desiderio è restare in Coop Lombardia, ma di crescere appena ce ne sarà la possibilità. L’azienda dà ai dipendenti la possibilità dell’autocandidatura e ne tiene conto quando deve valutare nuove posizioni, e quindi, perché no? Il mio obiettivo è quello di entrare a far parte nell’ufficio centrale a Famagosta, seguendo le Risorse Umane» conclude Dany.

Quella della giovane è una bella storia di lealtà e crescita professionale, ma non è un unicum. In Coop Lombardia si tratta di un vero e proprio modus operandi, un modello racchiuso nel claim “Mettere il dipendente al centro”.

Sara Cirincione, responsabile del Personale spiega: «In Coop Lombardia siamo fermamente convinti che la strategia principale per far crescere la nostra Cooperativa sia far crescere le nostre persone. Il percorso attuato nell’ultimo periodo è stato caratterizzato da alcune tappe importanti, tutte incentrate sull’ascolto dei fabbisogni dei nostri collaboratori: nel 2019 abbiamo lanciato la nostra prima indagine di clima alla quale ha partecipato il 95% dei nostri oltre 4.500 collaboratori, nel 2020 abbiamo analizzato, attraverso dei focus group, i comportamenti virtuosi che i team dei nostri punti vendita hanno messo in campo per far fronte alle difficoltà dettate dalla pandemia per costruire le best practice da replicare. La spinta a costruire un contesto organizzativo in cui le persone si sentano parte e possano esprimere il proprio talento, ci ha portato nel 2021 a soffermarci sull’analisi dell’employee experience, dando vita al progetto “Tu al centro”. Abbiamo creato dei gruppi di lavoro con personale di negozio e della nostra Direzione Risorse Umane, individuando quali potessero essere, per i nostri collaboratori, nell’arco della loro vita professionale i punti di soddisfazione e di potenziale demotivazione. Abbiamo così guardato in modo critico i processi della Direzione Risorse Umane, ridefinendoli nell’ottica di ciò che può soddisfare un collaboratore e aumentarne di conseguenza il coinvolgimento e l’impegno».

Le basi

«In questi anni riteniamo di aver gettato delle importanti basi iniziando col cambiare il nostro modo di lavorare. E sicuramente continueremo a farlo, mettendo prima di tutto “le persone al centro”» conclude Sara Cirincione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA