La viscosa è circolare
«Con il nostro filato
già salvati 182 alberi»

Monvania di Grandate è leader in Italia nel cotton linter, materiale di scarto alternativo alla polpa di legno. «Qualità e costi sono pari, benefici per l’ambiente»

Morbida, luminosa e “circolare”. Anche Monvania, una delle principali aziende del distretto nel campo della nobilitazione tessile, punta forte sulla sostenibilità e ha deciso di focalizzarsi sulla produzione di una viscosa ricavata dalla cellulosa ottenuta dal cosiddetto cotton linter, uno scarto della lavorazione del cotone.

L’utilizzo di quello che è a tutti gli effetti un rifiuto del processo di filatura ha notevoli ricadute dal punto di vista ambientale. «Non si tagliano alberi e si valorizza un materiale di scarto nell’ottica dell’economia circolare» dice Matteo Livio, amministratore delegato di Monvania. Nello specifico la strategia green dell’azienda ha permesso di non sacrificare 182 piante ad alto fusto nell’arco di meno di un anno.

Performance

Sul piano della qualità e dei costi l’utilizzo del cotton linter è pari alla polpa di cellulosa ricavata da materia prima legnosa. Anzi, sul piano delle performance, perlomeno a sentire alcuni dei principali clienti dell’azienda comasca, il linter dà un filo più bianco e leggermente più gonfio, con una maggiore lucentezza e con proprietà al tatto particolarmente piacevoli.

I pro sono diversi, tra l’altro la lavorazione richiede meno consumo di acqua e minori prodotti chimici rispetto alla polpa di legno, ancora però il linter è un materiale poco diffuso: «Normalmente - spiega ancora Livio - i produttori di viscosa scelgono la polpa di legno. Esistono ottimi programmi di riforestazione opportunamente certificati, noi però abbiamo deciso di fare un ulteriore passo in avanti sul fronte della sostenibilità che noi consideriamo non un business ma una via di business». Un passo coerente con la strategia portata avanti dall’azienda negli ultimi anni che si è tradotta ad esempio negli investimenti sull’energia rinnovabile (i pannelli fotovoltaici coprono circa il 90% del fabbisogno) oppure negli investimenti su macchine e impianti per ridurre i consumi e che è stata sancita dalla certificazione ISO9001.

La scelta del linter non è un’esclusiva dell’azienda comasca, Monvania si è però orientata con grande decisione su questo materiale ed è oggi il principale produttore, perlomeno in Italia. «Vista la rilevanza ambientale - aggiunge Livio - speriamo che tutto il mercato si orienti in questa direzione».

Il mercato

La viscosa è utilizzata sia sull’arredamento che sull’arredo. L’impegno sulla sostenibilità si è integrato, nel caso di Monvania, con un’organizzazione commerciale improntata alla flessibilità, nel tentativo di venire incontro a una filiera in cui la parola d’ordine è ridurre il più possibile i tempi: «La nostra forza - dice Matteo Malinverno, responsabile commerciale Italia - si basa sulla possibilità di fornire un servizio filo pronto, nel giro di ventiquattro ore, grazie a un ampia disponibilità di questo prodotto in magazzino».

L’azienda comasca, cinquant’anni di attività alle spalle, ha tre sedi produttive: Grandate (dove ci sono anche gli uffici commerciali), Edolo e Cividate Camuno. Un centinaio i dipendenti. Tanta storia alle spalle ma anche sguardo sul futuro. In fase di avvio una startup Techvania focalizzata sullo sviluppo di tessuti tecnologici.

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