Lia, da oggi si può multare
chi non è iscritto all’albo
Artigiani comaschi preoccupati. Intanto Berna ha preso anche misure più pesanti
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Primo ottobre, possono partire le sanzioni agli artigiani comaschi che lavorano in Ticino.
Chi non è iscritto al nuovo albo Lia, non può lavorare: è la regola. E intanto si attendeva un segnale da Berna dopo il voto di domenica nel Cantone alla luce anche del fatto che la consultazione “Prima i nostri!” (targata Udc) - già dalle ore immediatamente successive all’ufficialità della vittoria del “sì” - si è trasformata in “caso internazionale”. Arrivato proprio per il pressing sui padroncini.
Prima la Lia: già adottata da febbraio, dopo una lunga trattativa con l’Italia si era riusciti a strappare la proroga per le multe al primo ottobre. Seicento franchi di iscrizione, altrimenti non si possono eseguire lavori. E se si viene controllati e sorpresi non in regola, ecco la sanzione salasso. Si rischiano anche 30mila franchi.
E non basta. Intanto il Consiglio nazionale, la Camera “bassa” del Parlamento svizzero, ha votato a larga maggioranza una modifica sostanziale alla “Legge federale sulle misure di accompagnamento alla libera circolazione” che ora prevedono sanzioni fino a 30 mila franchi (28 mila euro) oltre al divieto (per le imprese estere) di operare in Svizzera da 1 a 5 anni.
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