Manovra della Bce   «Aiuterà l’export comasco»
Il tessile e tutti i settori dedicati all’export sorridono a Como

Manovra della Bce

«Aiuterà l’export comasco»

Gli imprenditori: «Nn era mai accaduto, almeno nel recente passato, che al deprezzamento della moneta si assommasse a una riduzione dei costi delle materie prime dovuta alla riduzione del costo del petrolio. È l’ultima chiamata: non possiamo permetterci di perderla»

«Il momento attuale è molto favorevole. Non era mai accaduto, almeno nel recente passato, che al deprezzamento della moneta si assommasse a una riduzione dei costi delle materie prime dovuta alla riduzione del costo del petrolio. È l’ultima chiamata: non possiamo permetterci di perderla».

A parlare così è il vicepresidente di Unindustria Como, Tiberio Tettamanti che, commentando la svolta nella politica monetaria continentale annunciata dalla Banca centrale europea, si dice soddisfatto del quadro che va delineandosi a livello Ue. Questo, «a patto che la politica nazionale non faccia perdere l’occasione alle sue aziende».

Le condizioni

Il tema, insomma, è sempre il medesimo: «Le condizioni d’insieme non sono mai state così favorevoli, specie per un territorio come quello comasco che guarda all’esportazione con grande intensità. L’euro è tornato competitivo e, allo stesso tempo, il costo del petrolio è sceso in modo importante».

«Il problema, però, sta nelle normative nazionali che, anche quest’anno, hanno aggravato il numero delle incombenze a carico delle aziende, confondendo ancor di più il meccanismo gestionale amministrativo e obbligando a ulteriori perdite di tempo in un momento in cui, invece, bisogna assolutamente sfruttare il clima propizio», conclude Tettamanti.

Il piano di Draghi, in estrema sintesi, si propone di far ripartire la domanda interna dell’Europa sfruttando la congiuntura indubbiamente favorevole attraverso l’acquisto di titoli pubblici e privati di qui al 2016. Ben 60miliardi di euro al mese fino al settembre del prossimo anno, con l’aspettativa di dare un’iniezione di fiducia all’economia continentale e rendere più competitiva la produzione europea sulle dirette concorrenti.


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