Pericolo scampato  Per i frontalieri in smartworking  niente doppia tassazione

Pericolo scampato

Per i frontalieri in smartworking

niente doppia tassazione

Il chiarimento del ministero dell’Economia sollecitato dalla parlamentare comasca Chiara Braga

Il chiarimento ministeriale

sollecitato

dalla parlamentare comasca

Chiara Braga

Era stato il segretario della Uil Frontalieri di Como, Roberto Cattaneo, a lanciare lo scorso 17 luglio su “La Provincia” un più che fondato grido d’allarme relativo alla doppia tassazione per lo smart working dei frontalieri. La linea morbida scelta dai due Governi in tempo di pandemia - vale a dire status di frontaliere garantito ai lavoratori italiani in smart working - di fatto aveva come data ultima di scadenza (almeno sulla carta) il 31 luglio.

Ieri pomeriggio, una dettagliata nota a firma della deputata comasca del Partito Democratico, Chiara Braga, ha messo fine alla querelle. «Italia e Svizzera - si legge - hanno convenuto di continuare ad applicare la disciplina fiscale ordinaria contro la doppia imposizione e in favore della compensazione finanziaria verso i Comuni italiani di confine anche quando il lavoratore non si reca fisicamente in Svizzera per svolgere la propria attività lavorativa, operando quindi in modalità di smart working». Ciò significa: niente doppia tassazione e, nel contempo, ristorni ai Comuni garantiti. Di sicuro si tratta di una notizia importante e attesa, dopo i dubbi (crescenti) delle scorse settimane e dopo che la stessa Uil Frontalieri di Como aveva parlato di «abbaglio estivo di alcuni imprenditori ticinesi, che - in virtù della doppia imposizione (per i frontalieri residenti entro i 20 chilometri dal confine) - hanno detto no alla prosecuzione dello smart working». «Una tesi priva di fondamento», la dichiarazione lo scorso 17 luglio di Roberto Cattaneo. Ieri la nota di Chiara Braga ha dunque messo la parola fine ad una vicenda che rischiava di incrinare ulteriormente i rapporti di confine. «Dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia fanno sapere che in queste settimane sono stati conclusi accordi interpretativi con diverse controparti estere quali Austria, Francia e la Svizzera, volti a stabilire che il regime di tassazione applicabile nel lockdown rimanesse quello previsto dagli accordi ordinari vigenti, anche nel caso in cui il lavoro sia stato esercitato da remoto».

Peraltro il vicino Canton Ticino, applicando la tassa di collegamento - poi congelata e riabilitata dal Tribunale federale - è andato da tempo nella direzione di arginare il numero delle auto che ogni giorno varca il confine. Lo smart working giova così alla causa ticinese, fermo restando che la tassa di collegamento - nelle migliori intenzioni di Bellinzona - sarà comunque applicata a partire dal 1° gennaio 2022. Sui tempi di scadenza dell’accordo tra Italia e Svizzera, la deputata dem ha precisato che «le disposizioni si applicano dal 24 febbraio scorso e sono ad oggi ancora in vigore in quanto, a partire dal 30 giugno, è stato previsto un rinnovo automatico mese per mese che durerà fino a quando l’ultimo tra i due Stati - Italia e Svizzera - avrà posto fine alle misure governative che limitano o sconsigliano la normale circolazione delle persone».


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