Portone di 12 metri al palazzo degli emiri   Sfida vinta per Cantù
Mirko Bianchi accanto al monumentale portone principale

Portone di 12 metri al palazzo degli emiri
Sfida vinta per Cantù

La Arnaboldi Interiors ha realizzato l’ingresso principale e altri nove alti “solo” 6 metri. La realizzazione filmata anche da Discovery Channel

Le immagini, in alcuni casi, sono più efficaci delle parole. Basterebbe, quindi, solo la foto qui sopra per capire l’impresa fuori dal comune realizzata per intero in un distretto, quello canturino, altrettanto fuori dal comune per capacità, voglia e competenze. Il portone, alto 12 metri e largo otto, tutto in acciaio e bronzo, pesa 17mila chili ed è collocato all’ingresso principale del nuovo “presidential palace” di Abu Dhabi, l’edificio più costoso al mondo, terminato circa 10 giorni fa. Solo la maniglia, per fare un esempio, è alta quattro metri, e il sistema di apertura e chiusura è elettronico e ha un funzionamento simile a quello di una diga.

Chi si è cimentato in questa “missione”, con la collaborazione di una rete di aziende del territorio, è l’“Arnaboldi Interiors” di Cantù: «Abbiamo realizzato – spiega il project manager Mirko Bianchi – sempre per il palazzo, altri nove portoni, di dimensioni più ridotte (stiamo sempre parlando di 6 metri per 4 ndr), posizionati nelle aree ministeriali».

Un passo indietro: a luglio 2014 arriva il contatto da parte di un agente internazionale: «Ci chiese – continua Bianchi – se fossimo favorevoli a valutare un progetto particolare, da realizzare in bronzo. Noi abbiamo esperienza nella lavorazione del legno ma grazie al pizzico d’incoscienza e di coraggio dei titolari Vittorio e Angelo Arnaboldi decidemmo di provarci, coinvolgendo altre realtà locali con le quali ci siamo fatti forza a vicenda».

A settembre dello stesso anno è stata commissionata la campionatura, presentata il mese successivo. Dopo la visita al cantiere, 50 chilometri quadrati e 13 mila persone al lavoro per sei anni, il più grande al mondo in quel periodo, ecco arrivare la bella notizia, il riconoscimento della qualità e dell’alto livello produttivo dell’azienda: «Nonostante non avessimo alle spalle una “mega industria”, siamo riusciti a imporci sulla concorrenza, nazionale e internazionale. Inoltre, l’ingegnere che ci ha affidato il lavoro ha detto di venire in Brianza da 30 anni vista la capacità del distretto».

Il 90% di quanto consegnato è stato prodotto e assemblato in provincia di Como. “Discovery Channel”, nelle riprese destinate alla costruzione del palazzo presidenziale, ha inserito l’installazione del portone, venendo in Brianza tre volte a documentare le fasi di lavorazione.

La costruzione è durata da gennaio a fine agosto 2015, mentre l’installazione è terminata a marzo dello scorso anno: «Per il funzionamento ci siamo ispirati alla porta del Duomo di Milano – aggiunge Bianchi – mentre lavorare ad agosto negli Emirati Arabi Uniti, con la temperatura arrivata oltre quota 50 gradi, è stato faticoso. Il problema più grosso? Non potevamo accedere all’area con i mezzi, quindi abbiamo movimentato tutto a mano. Ma, al netto delle difficoltà, nelle persone al lavoro insieme con noi ho trovato una grande disponibilità ed entusiasmo nel cimentarsi in un progetto così complesso. Inoltre, nel cantiere c’era tutto il mondo, è stata quindi un’esperienza professionale importante L’emozione quando abbiamo finito? Immensa».

Il palazzo, “consegnato” da poco, sarà presto inaugurato. Un’opera da Guinness dei primati, resa possibile anche grazie alla capacità, alla tenacia e alla voglia di fare provenienti dal nostro territorio.


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