«Prima i residenti ticinesi
se ci sono più fattori»

Il Ticino ha presentato la sua proposta di clausola di salvaguardia a Berna, elaborata con l’università: «Il voto del 9 febbraio va applicato». Stop ai frontalieri in presenza di più valori sballati

Un freno agli stranieri è possibile, in casi particolari. Partendo da frontalierii.

Il Cantone Ticino ci riprova presentando a Berna il modello di clausola di salvaguardia per l’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa.

«Il modello permette di adottare misure adeguate per porre rimedio a conseguenze negative della libera circolazione delle persone - si è spiegato ieri nella conferenza a- Queste misure vengono adottate al livello più basso possibile, dove vengono riscontrate difficoltà particolari: in rami economici regionali, a livello di regioni oppure in tutta la Svizzera, in funzione del grado di difficoltà (approccio “bottom-up”)».

« Per far scattare il meccanismo - spiegano ancora i ticinesi - il modello si basa su indicatori, oggettivamente misurabili, relativi al mercato del lavoro. La proposta prevede sia misure di protezione interne, compatibili con l’accordo sulla libera circolazione delle persone, sia misure esterne».

E partendo da queste ultime, la proposta fotografa provvedimenti qualitativi (definiti priorità indigena) con effetti quantitativi rispetto a tetti massimi per l ’immigrazione. Questo come «possibile proposta negoziale per i colloqui in corso con l’Ue, sulla base della clausola di salvaguardia». Il modello è stato elaborato con tecnici.

Prima gli indigeni, insomma, se sballano dei valori dal tasso di disoccupazione alla presenza di stranieri.

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