Redditi, gli svizzeri i più ricchi al mondo: 670mila franchi a testa

Studio di Credit Suisse In vent’anni raddoppiati i patrimoni elvetici. Aumentano anche i quelli degli italiani. Lo scorso anno è stato giudicato «molto positivo» per la ricchezza delle famiglie che vivono oltre confine

Sarà pur vero che nella vicina Confederazione il biennio segnato dalla pandemia ha incrinato molte delle certezze economiche maturate nel corso di decenni (senza scomodare i quasi 16 miliardi di franchi messi in campo da Berna per arginare lo tsunami economico generato dai primi dieci mesi segnati dal Covid), ma è altrettanto vero che i cittadini svizzeri hanno conservato anche per il 2021 l’appellativo di “più ricchi al mondo”. Non lo dicono voci rimbalzate dagli ambienti economici, bensì l’annuale (e atteso) studio denominato Global Wealth Report, pubblicato da Credit Suisse.

Per andare al nocciolo della questione, si scopre che al di là del confine ogni cittadino adulto svizzero possiede un patrimonio pari a 671.243 franchi che al cambio odierno - con il franco alle stelle nei confronti della moneta europea - fanno oltre 700 mila euro. Una cifra che, come anticipato, pone i nostri vicini in cima alla graduatoria mondiale e che, per dovere di cronaca, si compone di patrimoni finanziari e immobiliari, nonché degli averi connesse alle casse pensioni ed eventuali terzi pilastri. Un primato che nell’anno in corso dovrà fare i conti con le nuove incognite legate al conflitto ucraino e, per diretta conseguenza, ai rincari energetici.

Anche l’Italia si è comunque difesa bene, considerato che nella nota a corredo del dettaglio studio Credit Suisse ha rimarcato come - quanto ad azioni e proprietà immobiliari - «l’India ha registrato il maggiore incremento pari al 31%, seguita da Francia (28%), Stati Uniti (23%), Italia (23%) e Canada (22%)», tenendo i Paesi del “G7” più India, Cina e Russia come riferimento. Il report targato Credit Suisse fa il paio o meglio conferma in larga parte così quanto annunciato nel giugno dello scorso anno - sempre all’interno di uno studio dettagliato - dalla Banca nazionale Svizzera, che ha rimarcato come «in 20 anni i patrimoni dei cittadini svizzeri sono raddoppiati», attestandosi a livello individuale a 460mila franchi. Cifra che evidentemente non tiene conto di tutte le variabili prese in esame da Credit Suisse, con il dato finale ritoccato ai 671.243 franchi. In quello studio, che ha rapidamente valicato i confini federali, la Banca nazionale Svizzera ha anche posto l’accento su un altro dato di assoluto rilievo e cioè che complessivamente gli abitanti della vicina Confederazione disponevano a quella data di un patrimonio pari a qualcosa come 4129 miliardi di franchi, un dato questo che già allora piazzava i cittadini svizzeri in cima alla graduatoria mondiale.

In questo contesto decisamente virtuoso - almeno oltreconfine - viene però anche messo in risalto l’altro lato della medaglia, legato a doppio filo al fatto che se da un lato si è impennato il patrimonio immobiliare di ciascun residente (o almeno di una larga), dall’altro è aumentato anche l’indebitamento ipotecario. C’è poi tutto il tema connesso alla distribuzione della ricchezza, ma questo è un discorso a sé.

Tornando al report di Credit Suisse, il 2021 «è stato un anno molto positivo per la ricchezza delle famiglie, grazie all’apprezzamento delle azioni e grazie al contesto favorevole guidato dalle politiche delle banche centrali nel 2020 con tassi di interesse bassi». Da qualche mese a questa parte la grande incognita si chiama inflazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA