Lunedì 05 Agosto 2013

Regione, Melazzini al Governo

«Più concretezza per le imprese»

Como - L’assessore a villa del Grumello con il tavolo per la competitività

Più concretezza, per favore. Duplice iniziativa dell’assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, Mario Melazzini, per favorire le imprese nei loro rapporti con le pubbliche amministrazioni e in particolare con l’Inps e gli altri enti previdenziali, in un momento in cui molte aziende lamentano scarsa liquidità. Problema emerso negli incontri sul territorio, tra cui

Le due proposte di Melazzini sono frutto della stretta e proficua collaborazione da tempo instaurata con la Direzione Inps Lombardia, guidata da Giuliano Quattrone. La prima iniziativa di Melazzini, contenuta in una lettera al ministro del Lavoro e Politiche Sociali, Enrico Giovannini, riguarda il rilascio, del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), attestazione dell’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa Edile. Si tratta di un Documento necessario per la partecipazione agli appalti.

L’assessore fa presente «l’opportunità di prevedere tra le clausole non ostative al rilascio del Durc. In sostanza, secondo Melazzini, si potrebbe prevedere un meccanismo di compensazione tra debiti e crediti, tale per cui le imprese che vantano crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni potrebbero far valere i crediti stessi come se fossero versamenti già effettuati all’Inps o agli altri enti di previdenza, necessari per ottenere il Durc. In linea - ribadisce l’assessore con l’operazione Credito in cassa della Regione.

Sempre con l’obiettivo di aiutare le imprese in crisi di liquidità, Melazzini ha formulato una proposta di emendamento alle norme sull’occupazione e sulla semplificazione in discussione in Parlamento che prevede l’allungamento dei tempi di rateazione dei debiti che le imprese hanno nei confronti degli enti previdenziali. La tempistica attualmente in vigore è di 24 mesi, elevabili in casi eccezionali a 36 mesi. La proposta di Melazzini prevede di innalzare questi limiti rispettivamente a 60 e 72 mesi.

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