Salario minimo
in Canton Ticino
Primo step: 19 franchi

A più di sei anni dal voto popolare, a dicembre l’entrata in vigore del provvedimento ed i controlli

Salario minimo in Canton Ticino Primo step: 19 franchi
Como Un manifesto per la ricerca di lavoratori frontalieri

Sei anni e mezzo dopo il voto popolare (54,7% i voti a favore della consultazione cantonale), il salario minimo si appresta entro dicembre ad entrare in vigore in Ticino. Qualcuno ha parlato di svolta epocale, altri hanno invece scelto la strada della prudenza. Il dato oggettivo è che entro il 31 dicembre le imprese dovranno adeguare i salari in una forbice orario (la prima di tre) compresa tra i 19 ed i 19,50 franchi.

Ed in questo contesto, il Governo di Bellinzona sembra fare sul serio, tanto che rispondendo ad un’interrogazione del deputato socialista Fabrizio Sirica, il Consiglio di Stato ha annunciato controlli a partire dal prossimo 1° gennaio. In particolare, sarà l’Ufficio dell’Ispettorato del Lavoro ad eseguire le verifiche che potranno avvenire in base a segnalazioni dettagliate, tramite controlli a campione o, in terza istanza, andando a sondare settori ritenuti a rischio. Un altro dato importante all’interno di questo argomento molto dibattuto nel Cantone di confine l’ha fornito al Corriere del Ticino il direttore dell’influente Associazione industrie ticinesi, Stefano Modenini, che ha spiegato come «a fronte di 190 mila posti di lavoro, il salario minimo dovrebbe toccare circa 16 mila lavoratori». E qui entrano in gioco i frontalieri, considerato che subito dopo l’approvazione a maggioranza da parte del Governo cantonale della Legge istitutiva del salario minimo (era il dicembre 2019), si era parlato di circa 8500-9 mila frontalieri interessati dal provvedimento. Di sicuro da qui a dicembre si avrà un quadro nitido della situazione, tenendo conto che con il primo step gli stipendi minimi mensili arriveranno a toccare una forbice compresa tra i 3500 ed i 3640 franchi (discorso valido per chi lavora a tempo pieno).

Nell’interrogazione - che risale ad alcuni mesi or sono - Fabrizio Sirica aveva invitato il Governo di Bellinzona ad intervenire in maniera decisa, in quanto «in un Cantone in cui ci sono ancora centinaia di aziende che, incuranti di qualsiasi appello, ancora oggi pagano un salario inferiore ai 19 franchi l’ora, non ci si può aspettare che la situazione vada a regime senza un intervento diretto del Governo». Da qui ai prossimi tre mesi (il salario minimo scatterà il 1° dicembre), di sicuro l’argomento continuerà a tenere banco. Di salario minimo ha parlato al giornale anche Sergio Aureli, esperto di questioni transfrontaliere. «Dicembre sarà il mese in cui i minimi salariali dovranno essere versati conformemente alla legge - le parole di Aureli -. Ciò significa che l’intero stipendio del mese di dicembre 2021 dovrà rispettare il minimo salariale del rispettivo settore economico fissato nel decreto esecutivo del Consiglio di Stato». In questo contesto, l’Ispettorato del Lavoro ticinese si troverà a dover affrontare un nuovo e importante lavoro di controllo».

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