Tessile e arredo risalgono
Ma soffre il metalmeccanico

Dati contrastanti nelle ultime letture della mobilità. Le aziende provano a riorganizzarsi

C’è l’allarme mobilità, ma dietro le ristrutturazioni ci sono anche segnali di speranza.

Lo dicono gli stessi sindacati, dal tessile all’arredo. Meno il metalmeccanico, per cui ieri la Fiom Cgil ha lanciato l’allarme: si sono persi mille lavoratori in cinque anni.

Nell’ultimo mese, 240 le mobilità. Il tessile prova la tenuta ad esempio anche nelle intenzioni di un marchio multinazionale come Freudenberg Politex, Novedrate, 16 lavoratori in mobilità con accordo fra le parti.

Ma anche altrove ci sono segnali di ripartenza.

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