Tracciata e sostenibile
Così la carne doc
fa boom su Internet

Il successo di Pascol, sede a Sondrio, fondata da due giovani valtellinesi. Prima piattaforma che mette in rete piccoli allevatori e consumatori

La filiera si accorcia: i piccoli allevatori vendono direttamente in tutte le case italiane attraverso una piattaforma di e-commerce.

Pascol è stata fondata nel 2018 da due soci, valtellinesi, laurea in economia a Milano. Sono Federico Romeri, ceo, e Nicolò Lenoci, presidente e direttore generale, rispettivamente 26 e 27 anni.

Partiti in due, oggi il team è composto da 15 persone con un’età media di 25 anni e una preparazione multidisciplinare tra zootecnia, ingegneria gestionale ed economia. Acquistano carni da più di 30 allevatori selezionati e servono oltre 1000 clienti al mese in tutta Italia, soprattutto Lombardia, Milano, e Roma.

L’idea

L’idea nasce durante gli studi alla magistrale di Management all’Università Cattolica di Milano «dall’esigenza di consumare carne rossa genuina di provenienza certa e prodotta da aziende agricole e allevamenti con un impatto sociale e ambientale positivo» spiega Romeri. Secondo i dati Ismea, report 2020, in Italia il 55% della carne consumata proviene dall’estero e nel contesto europeo la carne rossa è per l’85% è prodotta in allevamenti intensivi, di forte impatto sull’ecosistema.

«Abbiamo costruito partendo da zero una filiera che seleziona piccoli allevatori italiani che crescono i loro animali nel rispetto del disciplinare Mipaaf – continua Romeri – il Ministero delle politiche agricole e forestali prevede allevamenti estensivi, con pascolo o alpeggio, e regole a tutela del benessere degli animali alimentati prevalentemente a erba e fieno».

Il progetto del portale Pascol.it comincia a prendere forma nel marzo del 2019, l’anno di laurea dei due soci fondatori. Un anno dopo Pascol registra 500.000 euro di fatturato e oggi è al primo round di aumento del capitale per validare il modello.

«Prima di avviare la startup abbiamo fatto indagini di mercato ma poi i riscontri sono arrivati lavorando ed erano positivi sotto tutti gli aspetti – ricorda Romeri - abbiamo visto che i consumatori nelle recensioni mettono in evidenza l’aspetto della tracciabilità della provenienza oppure la valorizzazione sociale dei piccoli allevatori» che vengono remunerati adeguatamente.

Nel disciplinare a cui sono tenuti gli allevatori l’alimentazione è a erba e fieno con integrazione limitata di cereali italiani no ogm e certificazione di benessere animale eccelso anche per i periodi in stalla. Si azzera l’utilizzo di farmaci. «Nel disciplinare il tempo della sospensione della somministrazione di antibiotici prima della macellazione è triplicato a 120 giorni, ma solo quando sono necessari perché se gli animali crescono in condizioni di benessere gli antibiotici sono inutili».

Aderiscono al progetto macelli partner nelle zone vicine ai diversi allevatori, perché gli animali non possono essere trasportati per più di 200 chilometri su strada. Appena terminata la frollatura, la carne viene porzionata e confezionata sottovuoto per una conservazione minima di 4 giorni in frigorifero da quando avviene la consegna a domicilio, oppure sino a 1 anno in freezer. La lavorazione avviene in un’unico grande stabilimento e poi spedita con un corriere refrigerato in tutta Italia in due, tre giorni. Per ogni acquisto di carne si conoscono: luogo di provenienza, azienda agricola di allevamento e razza del bovino. Tutte le informazioni saranno certificate con tecnologia blockchain entro il 2021.

Pascol.it è on line da un anno e con il lockdown è l’esplosione dell’e-commerce. Il trend era già crescente, circa il 40% al mese, ma il virus ha spinto per un incremento del 50, 55%. Un vantaggio che permette di correre, con qualche riserva.

I numeri

«Si è trattato di un boom effimero – osserva Federico Romeri - sul breve termine è certamente positivo, sul medio no, sul lungo probabilmente sì. La nostra proposta va oltre al semplice acquisto on line mentre nel 2020 si sono spostati per la vendita su internet una serie di payer che ha creato confusione, anche per le informazioni che sono state date. Noi ci atteniamo con i controlli al disciplinare che abbiamo dichiarato ed è la legge italiana che impone, per gli alimenti, che vengano veicolate esclusivamente le informazioni obbligatorie, non si può scrivete nulla di più di quanto è certificato. Questo è un momento in cui molto siti scrivono qualunque cosa approfittando di una fase in cui i controlli non sono ancora strutturati per questo volume di proposte. Ecco perché il crescere dell’e-commerce nel breve periodo è stato un fattore positivo, nel medio no per la confusione che ha generato, mentre nel lungo periodo credo tornerà a esserci chiarezza, rispetto delle regole e qualità».

Intanto all’on line si affiancano punti di ritiro fisici, uno a Sondrio, poi a Milano.

Quest’anno Federico Romeri e Nicolò Lenoci sono stati inseriti nella prestigiosa lista di Forbes tra i 100 Under 30 italiani leader del futuro nella categoria food & drink.

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