Villa d’Este investe
Annunciato l’acquisto
di Villa Belinzaghi

La residenza esclusiva affacciata sul lago torna a far parte del complesso del grand hotel. Il presidente Fontana: «Ideale per gli eventi privati»

È una pagina che lascerà il segno quella scritta ieri. Sì, perché Giuseppe Fontana, presidente del Gruppo Villa d’Este, e Davide Bertilaccio, nuovo amministratore delegato del gruppo, hanno aperto il cancello che in passato dava accesso a Villa Belinzaghi. Un gesto simbolico per ufficializzare l’acquisto dell’esclusiva magione che dopo decenni torna a far parte del prestigioso complesso alberghiero. Un plus che arricchisce l’offerta del complesso alberghiero, vera e propria icona del lusso associato al lago di Como.

I numeri

I numeri dell’operazione non sono stati resi noti, in particolare sulla cifra sborsata regna il più stretto riserbo. Le trattative sono state lunghe, per poi imboccare una via precisa e andare a buon fine. Pare che ci fossero state manifestazioni di interesse da parte di altri investitori, ma nulla si è concretizzato. Forse perché mancava un disegno strategico come quello che ha in mente Villa d’Este.

«Villa Belinzaghi rappresenta un altro caposaldo della nostra strategia di investimento - il primo commento di Giuseppe Fontana - si tratta di un patrimonio immobiliare importante, un’aggiunta fondamentale alla nostra offerta. Potremo disporre di una location esclusiva in grado di ospitare eventi privati come matrimoni, e non solo, garantendo la massima privacy».

«Questa acquisizione costituisce sicuramente motivo d’orgoglio per noi. È un pezzo di storia che si ricongiunge a quella dell’hotel ed è estremamente importante nell’ottica dei piani di sviluppo, nonché del mantenimento della nostra eredità proiettandoci nel futuro» aggiunge Davide Bertilaccio.

La proprietà ha un grande fascino anche per il carico di storia che porta con sé. Villa Belinzaghi, in stile neoclassico e disposta su tre piani, ha una superficie utile di 2.500 metri quadri con annesso parco di 8.000 metri quadri. Più serra, darsena e pontile. Sarà sottoposta a un complesso restauro che le restituirà la bellezza che viene dal passato. Venne costruita verso il 1860 dal banchiere milanese Giulio Belinzaghi, primo cittadino di Milano, diventato poi sindaco di Cernobbio, su progetto dell’ingegnere Giacomo Bussi.

Fu proprio il conte Belinzaghi insieme ad altri nobili lombardi, nel 1873 a trasformare Villa d’Este in Grand Hotel di fama internazionale. Nel tempo, la dimora ha collezionato vari passaggi di proprietà, dalla stessa Villa d’Este agli Astesani e, negli anni 80, all’imprenditore tessile Giorgio Fasana che l’ha abitata fino al 2016.

In epoca più recente, all’interno dell’edificio sono stati ospitati noti personaggi come il calciatore Clarence Seedorf.

Le clausole

Tra le clausole richieste da Villa d’Este per chiudere l’affare c’era ovviamente la piena disponibilità dell’intero immobile e la chiusura di un lungo contenzioso con il Demanio dello Stato che si è concluso con esito positivo.

Proprio la sussistenza di questa controversia aveva allontanato un compratore illustre come Silvio Berlusconi, che aveva a suo tempo presentato un’ offerta in quanto voleva mettere le mani sulla prestigiosa residenza di Cernobbio.

Il capitolo si è chiuso ultimamente dopo una serie infinita di ricorsi spianando la strada a uno degli affari immobiliari più ricchi di storia.

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