Giovedì 07 Luglio 2011

Irpef, l'esempio virtuoso
dei Comuni comaschi

Benché se ne parli da più di vent'anni, in Italia di federalismo continua a essercene davvero poco, dato che fin dai tempi dell'unificazione nazionale il nostro continua a essere un Paese modellato sul centralismo francese. La cattiva gestione delle risorse pubbliche va allora compresa come l'effetto del permanere di un potere concentrato nella capitale e, di conseguenza, deresponsabilizzato. Nell'attuale e difficile fase economica è allora urgente una valorizzazione delle autonomie: la costruzione di un federalismo che obblighi gli enti locali a competere e limiti la rapacità del settore pubblico. La tesi federalista secondo la quale per avere meno tasse è indispensabile avvicinare entrate e uscite, localizzando il prelievo, trova conferma nei dati riguardanti la provincia di Como, poiché in molti casi le decisioni delle amministrazioni comunali in tema di addizionale Irpef mostrano che i sindaci riducono la pressione fiscale se l'unica alternativa è mettere direttamente le mani nelle tasche dei concittadini. C'è infatti una bella differenza tra l'ottenere un finanziamento da Roma (scaricando l'onere su 60 milioni di italiani), e aumentare l'imposizione tributaria a danno dei propri diretti elettori.
Nell'ipotesi in cui s'introduca un'addizionale o addirittura la si aumenti, è chiaro che sindaci e giunte devono poi giustificare ogni festa in piazza e ogni spettacolo di fuochi d'artificio. Dinanzi a tasse locali, il cittadino può sanzionare con il voto i propri governanti.
Questo spiega perché un certo numero di amministrazioni "virtuose" - tra cui figurano realtà importanti come Cantù e Bellagio - possano ora legittimamente vantarsi di non applicare alcuna addizionale o che altre provino a eliminarla progressivamente. Nei limitati spazi di manovra oggi concessi dal sistema fiscale, questi sindaci e assessori hanno deciso che sia meglio eliminare spese e sprechi, invece che colpire famiglie e imprese.
Ci si dovrebbe muovere con decisione proprio lungo questa strada, che valorizza l'autonomia amministrativa. Bisogna sempre ricordare, in effetti, che il valore aggiunto del federalismo fiscale consiste proprio nell'obbligare quanto più sia possibile una giunta locale a vivere delle risorse ottenute dalla propria cittadinanza. Questo è fondamentale perché frena le spese pubbliche eccessive e irragionevoli, offrendo vere garanzie a tutela dei contribuenti.
Ma c'è di più. La localizzazione del prelievo è in grado di innescare una positiva concorrenza tra comuni, dato che taluni soggetti economici (le imprese, in modo particolare) sono orientati a insediarsi dove prevalgono comportamenti ragionevoli: dove si tassa meno e si fa un uso migliore delle risorse raccolte. E questa mobilità delle aziende è destinata a stimolare ancor di più le condotte virtuose (i tagli, le razionalizzazioni, i risparmi) rispetto alle scelte meno rispettose dei contribuenti.
Molti oggi affermano, in termini assai generali, che è indispensabile ridurre le imposte e contenere la spesa pubblica. La logica federale e il coraggio di qualche amministratore hanno il merito di mostrare come tutto questo sia anche concretamente fattibile.

Carlo Lottieri

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