Venerdì 09 Settembre 2011

Manovra, salve solo le famiglie dei politici

I numeri parlano. Se li sta a sentire dicono cose più interessanti degli sproloqui dei politici. E soprattutto, al contrario di questi ultimi, non mentono. Ci sono due numeri che più di tutti disegnano il vero volto della manovra Il primo è un 106. Sono gli euro che spenderà in più una famiglia con due figli e un reddito medio basso (55 mila euro l'anno) in conseguenza dell'aumento dell'Iva. Lo hanno calcolato gli artigiani di Mestre. Secondo l'associazione dei consumatori Codacons l'impatto sarà anche peggiore. Ma prendiamo per buona la stima al ribasso.
Facciamo finta di non sapere che l'aumento dei prezzi al dettaglio sarà ben più cospicuo dell'1%. Perché ci sono gli arrotondamenti. Ricordate nel passaggio dalla lira all'euro quello che accadde con gli arrotondamenti applicati durante la conversione dei prezzi? Per questo l'aumento dell'Iva, oltre a deprimere i consumi, produrre stagnazione e rischio di stagflazione (cioè aumento dei prezzi e mancata crescita) è roba da far tremare i polsi.
Il secondo numero che racconta qualcosa di importante è un 160. Tanti sono gli euro in più che dovrà sborsare una persona con un reddito alto (oltre i 300 mila euro) per il contributo di solidarietà. Più o meno, insomma, la stessa cifra che uscirà dalle tasche di una famiglia con due figli e un reddito pari a circa un sesto di quello dei cosiddetti super ricchi. Berlusconi ha giurato e spergiurato che non metterà le mani nelle tasche degli italiani. In realtà lo farà ma per quelle dei ricchi userà i guanti. E non per una questione di eleganza.
Alla fine, insomma, il conto è presentato sempre agli stessi: alle famiglie che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena, che devono pagare le bollette, gli studi ai figli e magari il mutuo per la casa.
Ecco perché la prossima volta che sentite un politico parlare di misure a sostegno della famiglia potrete sentirvi autorizzati a replicare con una sonora pernacchia. Non cambierà la cose ma almeno darà un po' di soddisfazione.
E dire che i politici alle famiglie dovrebbero essere sensibili anche perché spesso ne hanno più di una sulle spalle. A queste, in verità, hanno pensato riducendo nell'ultima versione della manovra i tagli alle loro indennità e cassando il cumulo delle cariche elettive.
Come sempre, mentre alle famiglie normali non si fanno sconti, i congiunti dei parlamentari potranno contenere i sacrifici. I tagli alla casta, tanto sbandierati, sono talmente risibili che la coppia Rizzo-Stella ha già pronto il secondo libro della serie. Ed è certo che sarà un altro best seller.
È una manovra che piace ai burocrati di Bruxelles. Ma a loro non importa chi paga, bensì che i saldi tornino e non siano virtuali come quelli previste dalla risibile lotta all'evasione che nel nostro paese continuerà a prosperare.
Qualche giorno fa, a un convegno delle Acli, il ministro Tremonti fu accolto da un cartello con la scritta «anche i ricchi paghino». Il titolare dell'Economia per non scordarsi il suggerimento chiese di poter portare a casa il cartello. Visti gli esiti della manovra delle due l'una: o Tremonti se l'è dimenticato oppure il ministro non conta più nulla. Proprio come le famiglie, sempre al centro dei pensieri dei politici. Purtroppo.

Francesco Angelini

Francesco Angelini

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