Martedì 10 Gennaio 2012

Sicurezza: non sventoli
la bandiera bianca

Sembra il festival dell'ovvio e forse lo è. Ma, soprattutto nei periodi come l'attuale in cui l'allarme sicurezza tocca livelli di guardia, citare i grandi classici non guasta mai: Como non è il Bronx. Verità elementare, assoluta e indiscutibile da qualunque lato la si guardi: geografico, quantitativo, qualitativo e criminale. Le tre denunce in meno di due settimane di altrettanti abusi sessuali tentati o riusciti, con il centro città a fare da spettatore, non possono certo avere l'effetto di tramutare le vie della convalle in un'appendice dell'inferno. E infatti la Como che raccontiamo non va confusa con realtà in cui uscire di casa è davvero un'impresa per ardimentosi.
Eppure sottovalutare il fenomeno, non già sul piano investigativo - e infatti la polizia si è messa subito al lavoro per risolvere i casi denunciati - bensì su quello della prevenzione, sarebbe un peccato capitale.
Questa città ha già tentato in un recente passato di sottovalutare fenomeni decisamente meno gravi delle aggressioni a scopo sessuale denunciate da tre donne in pochi giorni. Il riferimento è alla questione movida, affrontata superficialmente con la misura del coprifuoco, dopo che tutti quelli che avrebbero avuto il compito di garantire il rispetto delle regole hanno preferito voltare altrove la faccia. Una questione ora tornata d'attualità, anche nell'ultimo fine settimana di eccessi da parte di teste disabitate abituate a scambiare il vandalismo per divertimento.
L'ovvio insegna che quando si alza bandiera bianca di fronte ai vandali della movida, è poi difficile stupirsi se il centro cittadino corre il rischio di diventare un palco dove aspiranti violentatori armati di pistola si sentono liberi di seminare terrore.
Quando i residenti e i commercianti di quelle due o tre vie (non di più, come detto questa città non è il Bronx) frequentate dalle folle dello sballo del sabato sera hanno cominciato a denunciare danneggiamenti, intimidazioni, violenze da parte di singoli avventori sopra le righe ci si aspettava un incremento dei controlli e, soprattutto, delle pattuglie. A cominciare da quelle della polizia locale. Invece niente. Con l'indigesto regalo dell'anno nuovo: a furia di tagliare, infatti, il 2012 si apre con la scomparsa definitiva dei vigili urbani dalle notti comasche. Spariti i vigili, ridotti gli organici della polizia, la città si è fatta sempre più deserta dopo il tramonto. Con buona pace dei vandali e, sembra di capire dalle ultime denunce, non solo.
Como, è vero, può a ragione essere definita come un luogo sicuro. A parte qualche furto di bicicletta, alcuni appartamenti svaligiati e le odiose truffe agli anziani il centro è indiscutibilmente un posto tranquillo, soprattutto di giorno. Quando le vie sono affollate di persone e quando poliziotti e carabinieri di quartiere offrono anche una sensazione di sicurezza, con la loro presenza. Ma la sera le cose iniziano ad andare in modo diverso.
Se, come si è fatto con la movida, si sottovaluta il campanello d'allarme suonato in questo weekend, se non si interviene subito con misure di prevenzione, quella sensazione di tranquillità sul fronte sicurezza che questa città, a fatica, ha conquistato anche grazie alle forze dell'ordine negli ultimi anni, rischia di scomparire. E se ciò avvenisse, sarebbe un autentico reato. Ma anche questo appare fin troppo ovvio per essere sottolineato.

Paolo Moretti

Paolo Moretti

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