Mercoledì 01 Febbraio 2012

Quello smemorato
di un assessore

E' la fine di gennaio. Nevica e fa freddo come è ovvio che sia. Le strade ghiacciano. Non viviamo in Lapponia. E oggi che si fa? Tutti a casa accanto al caminetto a trasmetterci le tradizioni orali, come ha consigliato ieri sera candidamente l'assessore comunale alla viabilità Stefano Molinari.
Fossimo a fine Ottocento, con i lampioni a gas e ci spostassimo in carrozza, ci starebbe pure. Visto che siamo nel 2012, le previsioni meteo sono affidabili al minuto, il calo delle temperature annunciato da giorni, l'invito dell'ineffabile assessore suona come una presa in giro bella e buona. E ci fa incavolare parecchio.
Ieri a partire dalle 18, l'ora del rientro dei pendolari, in redazione i telefoni hanno iniziato a farsi roventi: a chiamare automobilisti bloccati a causa degli ingorghi e incidenti su tutte le strade della provincia. Poi, il crescendo: gravi
difficoltà anche in città, mezzi di soccorso in panne, intere vie off limits. Solo tarda serata la situazione si è normalizzata dopo ore di vero caos. Il tutto, per i ritardi clamorosi nello spargimento del sale sulle strade provinciali e comunali.
Da palazzo Cernezzi, ad esempio, l'ordine di uscita alle ditte che si erano aggiudicate l'appalto light per la pulizia delle strade in caso di neve e ghiaccio, è arrivato solo alle 19. Fuori tempo massimo, dopo che per tutto il giorno il nevischio caduto dal cielo, aveva formato una bella patina pronta a ghiacciarsi appena sarebbe calata la notte. Non ci voleva un genio o un fisico nucleare per prevederlo. Solo il buon senso.
E se ieri avesse nevicato sul serio? Che ci toccava sentire dai nostri politici? Avremmo assistito alla proclamazione del coprifuoco per una settimana, con le scuole chiuse, uffici serrati, fabbriche ferme, ospedali inaccessibili? Forse qualcuno non si rende conto delle conseguenze delle sue azioni e delle sue parole considerando il mandato ricevuto dai cittadini un semplice tesserino da esibire per entrare magari gratis allo stadio?
Eh no, caro assessore, solo i bambini possono permettersi di dire: «Fermate tutto, voglio scendere». Il mondo non può bloccarsi semplicemente perché lei si è dimenticato di spargere il sale in tempo. Ha forse calcolato il costo dello stop, anche solo di un giorno, del trasporto di merci e persone?
Le aziende stanno ancora facendo i conti con il blocco dei tir della settimana scorsa e lei praticamente invita la gente a tornare al caldo sotto le coperte perché sono caduti due fiocchi di neve e fuori fa freddo. Ce lo possiamo giusto permettere, visto come va la nostra economia! Il povero Mario Monti non so come potrebbe andare a spiegare a frau Merkel questa scelta dell'operosa provincia lombarda se non parlando di un pessimo scherzo di Carnevale.
E volete sapere l'ultima beffa? Tutto questo pasticcio (per carità di patria lo definiamo così) il giorno in cui anche il Consiglio provinciale di Como, come in tutt'Italia, si è riunito in una seduta aperta al mondo delle categorie, delle imprese, della scuola, delle associazioni, e ai cittadini, per dire ancora una volta "no" al decreto taglia Province.
Elvira Conca

Elvira Conca

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