Mercoledì 08 Febbraio 2012

Sorpresa: le bollette
possono diminuire

Nel film "L'attimo fuggente", l'insegnante interpretato da Robin Williams, dopo aver rifilato ai suoi allievi una serie di baggianate sul concetto di "carpe diem", ne azzecca una giusta: li invita a salire in piedi sul banco in modo da potersi guardare intorno da una prospettiva diversa, alla quale non avevano pensato.
Ebbene, è proprio quanto vi invitiamo a fare noi adesso. Non a salire in piedi sul tavolo, cosa che sorprenderebbe non poco familiari e colleghi, ma a osservare situazioni logore con occhi rigenerati. Le tasse, per esempio. Oppure le bollette: avete mai pensato possano fare qualcosa se non aumentare anno dopo anno?
Possono, credete a noi: abbiamo le prove. Il reperto numero uno - come dicono nei telefilm americani - viene da Albese, dove la tassa dei rifiuti è destinata a diminuire grazie alla carta. La raccolta differenziata ha dato i suoi frutti: la vendita della carta ha portato un introito maggiore, rispetto all'anno scorso, il che consentirà di aggiustare, al ribasso, la tassa a carico dei cittadini. Passiamo al reperto numero due: a Olgiate Comasco, la diminuzione dei costi per la depurazione dell'acqua dovrebbe portare a un risparmio significativo per il Comune. In questo caso, la bolletta dell'acqua potabile rimarrà invariata, ma un beneficio per l'utente ci sarà comunque, anche se indiretto: l'Amministrazione avrà infatti nuove risorse da spendere nell'interesse, si spera, della comunità.
In queste notizie di cronaca amministrativa, apparentemente tecniche e legate a due specifici lembi della provincia, è racchiusa una verità rivoluzionaria: le tasse, le bollette, i balzelli possono diminuire. In altre parole, non è detto che per i cittadini i costi debbano essere sempre in aumento, sempre più pesanti, invadenti, oppressivi. Non è legge della fisica che il cittadino, nei suoi diversi ruoli di contribuente, utente, consumatore, debba sempre soltanto pagare e pagare ogni volta un poco di più. Lavorare, dal basso, nell'interesse del pubblico è possibile. Al contrario, sostenere, come implicitamente si fa, che l'economia, la finanza, l'inflazione, il costo delle materie prime, il fisco, il carburante, lo spread, la Banca centrale, la Federal reserve, la Cia, il Kgb e le cavallette spingono inevitabilmente all'aumento delle tariffe, dei costi, delle tasse e che, in ultima analisi, esigono una progressiva spremitura della gente, è sbagliato e rappresenta un atteggiamento rinunciatario quando non truffaldino. Il segreto, sembra di capire, sta nell'amministrare con testa e logica, risparmiando, ottimizzando e soprattutto reinvestendo dove nei servizi produttivi e a domanda individuale è giusto reinvestire: in chi produce servizi e negli individui. Aspettarsi che il peso dello Stato si faccia più leggero in virtù delle grandi manovre in corso a livello nazionale o europeo non sarà illusorio ma neppure è del tutto realistico. Meglio contare sull'efficienza quotidiana, sistematica, applicata da un amministratore che ragiona come se risparmiare denaro pubblico fosse suo interesse personale; e questo per l'ottima ragione che, guarda un po', è proprio così: risparmiare denaro pubblico è anche suo interesse personale.
Chi lo sa? Forse è questo il federalismo che cerchiamo come fosse la pietra filosofale: è la politica dell'agire, nel piccolo e nel locale, curando l'interesse nostro e del vicino. Per trovarsi tutti, alla fine, a festeggiare con un brindisi di onesta acqua potabile.
Mario Schiani

Mario Schiani

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