Domenica 01 Aprile 2012

Il Pdl, Gaddi e Como
senza il lieto fine

Meglio perdere senza questi qui che vincere con loro». Pare sia stata pronunciata anche questa frase ieri, nell'entourage di Laura Bordoli mentre si stava consumando la clamorosa rottura tra i vertici del PdL comasco e uno dei personaggi storici del partito a livello locale, l'assessore alla Cultura del Comune di Como, Sergio Gaddi. L'impressione, però, è che nessuna delle due parti puntasse a un simile epilogo.
E che la tela del dialogo, già logorata dalle polemiche di questi giorni, abbia finito per lacerarsi di fronte agli ultimi strappi tra venerdì e ieri.
La saga del PdL locale (che potrebbe anche non essere finita, le sorprese sono possibili fino a martedì quando le liste dovranno essere depositata) può essere parafrasata chiedendo aiuto a Collodi e al suo Pinocchio.
(...) Il burattino non può essere che Sergio Gaddi, il Gatto e la Volpe i consiglieri regionali, Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin (consiglieri in questo caso ha un significato ambivalente). Poi c'è il Mangiafuoco, Alessio Butti che tenta invano di tenere in mano i fili di Gaddi per farlo ballare nel suo teatrino. Non mancano i tanti Grilli parlanti che hanno ammonito l'assessore affinché non seguisse il Gatto e la Volpe e non sono stati ascoltati.
Non ci sono, purtroppo, un buon Geppetto e soprattutto una provvidenziale Fata Turchina, nonostante la presenza sulla scena di due lady come Laura Bordoli e Anna Veronelli. Proprio per queste assenze è difficile poter scrivere un lieto fine.
Certo è che Gaddi ha lasciato la sue quattro monete, accumulate in tanti anni di attività politica e amministrativa in Forza Italia prima e nel Pdl poi, sepolte dentro il Campo dei miracoli. Ora rischia di non vederle fruttare.
Ma una frattura del genere, dentro una forza politica che si candida ancora al governo della città, rischia di lasciare menomazioni, la cui prognosi non sarà breve
C'è da chiedersi se ora il partito di maggioranza sempre più relativa riuscirà a convincere abbastanza comaschi di essere ancora affidabile per approdare così al ballottaggio nonostante l'inevitabile emorragia di voti provocata dall'addio di Gaddi e Veronelli.
La partita interna, poi, è tutt'altro che terminata. Appena la polvere di questa bufera si sarà depositata, le dita ricominceranno a partire in direzione degli occhi. Il vero obiettivo di questo regolamento di conti nel partito, è infatti la leadership di Alessio Butti. È lui il cinghialone nel mirino del duo Rinaldin-Pozzi.
Per questo rimane il dubbio. Quanto ha pesato nello strappo la volontà di Gaddi Pinocchio e quanto i suadenti suggerimenti del Gatto e la Volpe ?
Chiaro che i torti non sono tutti dalla stessa parte così come le ragioni. La gestione del partito da parte di Alessio Butti sembra fatta apposta per creare pretesti e casus belli da sfruttare a proprio beneficio.
Questi però sono panni che bisognerebbe lavare a casa propria. E invece, negli ultimi cinque anni, spesso è stata utilizzata in maniera massiccia la lavanderia di palazzo Cernezzi, con le ben note ripercussioni sull'attività amministrativa.
Ecco perché la brutta favola del Pdl rischia di non portare un lieto fine per nessuno. Per il partito stesso, per Gaddi e per la città.
Francesco Angelini

Francesco Angelini

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