Domenica 20 Maggio 2012

Un male
senza ragioni

Ritorna l'incubo delle bombe, il gelo di stagioni dure per l'Italia che sembravano dimenticate, quelle degli anni di piombo, le cui verità e motivazioni sono ancora labili. In questa nostra povera patria dilaniata dalla crisi e dall'insicurezza per il futuro, incapace a pensare in termini di speranza, si aggiunge ora una nuova, sottile e ancor più avvelenata strategia della tensione. Non si vorrebbe essere profeti di prossime sventure, ma questi primi segnali che avanzano sono inquietanti, perché vanno a colpire una normalità della vita, una quotidianità che vede incrinarsi tutte le proprie certezze: dopo l'incubo della crisi e del ritorno ad una nuova povertà, ora si apre anche la ferita dell'insicurezza, il rischio che un giorno come tutti gli altri si possa trasformare in una tragedia e possa seminare morte, lutto, dolore. E questa insicurezza viene aggravata dal fatto che la violenza appare gratuita, senza motivazioni, con il solo scopo di fare il maggior numero di vittime, se è vero che il timer della bomba scoppiata a Brindisi era programmato per l'ora in cui c'era il maggior numero di studenti ad aspettare che si aprissero i cancelli della scuola.
E' inutile ribadire la condanna per quanto accaduto a Brindisi, in un sabato come tutti gli altri, con gli studenti che già sentono vicina la fine della scuola e l'aria delle vacanze, almeno per quelli che non avranno gli esami da sostenere. Proprio questo aspetto, che non viene ricordato, aggiunge crudeltà al già crudele atto di scegliere di far saltare in aria giovani vite innocenti e inermi che aspettavano di compiere nient'altro che il loro dovere. La bomba colpisce la normalità più assoluta. Dimostra come ad essere inquietante sia questa violenza gratuita in tutti i sensi che non ha più rispetto di nessuno, anzi va a colpire là dove sa che il clamore è maggiore, perché al centro ci sono i ragazzi, coloro ai quali è affidato il nostro futuro e il futuro di questa nostra povera patria che sembra non riuscire più a risollevarsi e viaggia verso una deriva finale.
Il ritorno del terrorismo o di atti e modalità che sono preparate seguendo gli stilemi propri del terrorismo (totale assenza di tabù morali, gratuità dell'azione, esibizionismo con visibilità alle stelle per questo orrendo crimine) diventa un allarme per gli effetti a catena che potrebbe provocare. La matrice mafiosa non è certa, anche a detta degli inquirenti e la mancanza di una rivendicazione è un altro elemento di grande preoccupazione per la deflagrazione che ha sconvolto Brindisi, l'Italia intera e ha lasciato sangue innocente sull'asfalto. Questa violenza è ancor più brutale di quella che premeva i grilletti negli anni Settanta, che ha motivato il terrorismo islamico. Là era chiaro chi era il nemico della legalità, anche se si giustificava dietro ragioni ideologiche o religiose. Il male aveva un volto, le sue ragioni esecrabili e terribili e quel male si poteva affrontare o estirpare. Qui siamo alla più terribile delle constatazioni, quella di un male invisibile, cieco e senza volto, un male che colpisce, non a caso, ma senza manifestare le sue ragioni, per aumentare la tensione, la paura, l'insicurezza collettiva e personale. Non è pensabile infatti una vita dove ogni giorno potrebbe essere un giorno di guerra insensata.
Lo strazio per la morte di Melissa e per le molte altre ragazze rimaste ferite gravemente diventa ancora più acuto se ci  si pone una domanda, per ora senza risposta: "Perché una ragazza ha dovuto rinunciare, senza nessuna ragione, alla propria giovane vita?".
Fulvio Panzeri

Fulvio Panzeri

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