Mercoledì 01 Agosto 2012

Monti
si infila
nel tunnel
dei partiti

  Ricordate il «i ristoranti sono tutti pieni e non si trova posto sugli aerei» del Berlusconi crepuscolare, mentre in sottofondo su udiva un sinistro Sirtaki greco? Ecco. Allora forse, ieri, a qualcuno saranno fischiate le orecchie quando Mario Monti, a sorpresa, se n'è uscito con un «si avvicina la fine del tunnel» in uno stridor di nacchere spagnole.
Cosa cela e soprattutto da cosa deriva questa inattesa spruzzata di ottimismo da parte di un premier che finora si è sempre mosso con la scarpe imbottite di piombo? Perché tutti gli indicatori, da quello sui disoccupati, alle previsioni per il Pil, alla mortalità delle aziende sembrano dire che la ricreazione della crisi è ben al di là da finire.
Mistero. Ma non buffo. Perché dell'ex rettore della Bocconi si può dire tutto ma non che sia uno che non sa misurare le parole. Specie ora che ne basta mezza fuori posto per far partire pancia a terra le truppe armate della speculazione.
Forse è proprio tutto un gioco di parole. Da quelle di Mario Draghi, governatore della Bce che ha rotto un silenzio assordante per dire che sarà fatto di tutto per salvare l'euro. Poi il verbo di Angela Merkel che, forse obtorto collo, ha sposato la linea Draghi. E di seguito le parole più concrete sibilate da Berlino per dare il via libera alla Bce sull'acquisto dei titoli di Stato dei paesi in difficoltà.
Un balsamo per lo spread (peraltro ancora troppo elevato) e soprattutto per le Borse. Da quanti mesi Milano non piazzava una sequenza positiva di quattro giorni?
Una consolazione sì. Ma ancora magra. L'impressione è che tra il vedere la luce in fondo al tunnel e imboccarne l'uscita ne dovranno passare di sacrifici sotto i ponti.
E allora perché Monti si è sbilanciato così? Forse per dire ai partiti della sua maggioranza sempre più riottosa che non è il momento di smettere di spingere tutti dalla stessa parte. Il dibattito sulla riforma elettorale impantanato, le tentazioni per un ritorno di fiamma tra PdL e Lega, l'eterno passaggio del Pd in mezzo al guado (quello sì che è un tunnel infinito) mettono a repentaglio la stabilità e il futuro di un governo che - è l'Europa a dircelo e oggi l'Europa ha l'ultima parola - non sembra avere alternative.
Lette perciò in questa controluce le strane parole pronunciate dal presidente del Consiglio possono essere interpretate anche in questo modo: ragazzini lasciatemi lavorare. Perché io sto cercando di portare la baracca fuori dal tunnel. Se voi mi mettete i bastoni tra la ruote e si resta incagliati, la responsabilità è tutta vostra. Andate poi a raccontarlo agli italiani, quando, in autunno o in primavera, dovrete chiedere i voti.
Insomma il tecnico Monti sta imparando a diventare un politico. E lui, lo dimostra il suo curriculum scolastico, è uno che impara in fretta.

Francesco Angelini

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