Venerdì 03 Agosto 2012

La città
Murata
non sia
un bazar

Cosa c'entrano i 4.613 pass per la zona a traffico limitato, le 4.000 multe del vigile elettronico nel primo semestre e il flop del servizio "Merci in centro"? Molto di più di quanto si possa immaginare. Sono i tre tasselli di uno stesso puzzle che, una volta completo, ha un risultato evidente agli occhi di tutti: il caos viabilistico - che in certe mattinate assomiglia a un autentico far west - che regna da anni nel centro storico.
Il sindaco ha annunciato l'intenzione di rivedere a settembre i permessi rilasciati alle varie categorie, procedendo poi a una robusta sforbiciata.
L'elenco è piuttosto articolato: si va dai residenti e/o titolari di posto auto (più della metà) ai rappresentanti (114), dai medici (47) alle associazioni (94), dal carico scarico (447 autocarri e 118 negozi) agli artigiani del pronto intervento (339), dalla pubblica amministrazione (246) ai giornalisti (55), dai finanzieri (150) ai corrieri postali (52). Di tutto di più. È una giungla, insomma, che richiede un opportuno intervento per evitare ulteriori abusi e privilegi non giustificati.
Se la revisione è opportuna e necessaria, però, il sindaco non può illudersi di risolvere il problema limitandosi a tagliare i pass.
L'impressione, infatti, è che il centro storico sia zona a traffico limitato solo virtuale, e non solo per il florilegio di permessi.
Il fatto è che in città murata entrano tutti, proprio tutti. Lo dimostrano le 4.000 infrazioni registrate dalle telecamere nel primo semestre 2012, che se non altro rendono un bel tesoretto alle asfittiche casse comunali.
E sono solo una parte delle infrazioni, perché il computo non tiene conto delle altre tipologie, che sanzionano i vigili e gli ausiliari della sosta quando si circola fuori dall'area permessa o ci si ferma oltre la fascia oraria assegnata o il termine di 60-90-120 minuti. Anche in questo caso la contromossa indicata dal sindaco per autunno («attiveremo le telecamere anche ai varchi in uscita, è l'unico modo per verificare se vengono rispettate le regole») potrebbe disincentivare chi fa il furbo.
Resta però un'altra categoria nell'ombra. Quella di chi circola indisturbato in città murata durante la notte perché - forse pochi lo sanno - in realtà il vigile elettronico è attivo solo nelle ore diurne.
Ma questo è solo un altro aspetto del far west viabilistico, che vede spesso i pedoni del centro costretti ad autentiche acrobazie per non finire speronati da auto, furgoni, moto e biciclette.
Al mattino, in particolare, capita quotidianamente di assistere ad autentici ingorghi, che vedono protagonisti corrieri e fornitori, o di veder trasformate le piazze di maggior pregio in improvvisati autosili a cielo aperto.
In questo caso la casta del pass c'entra fino a un certo punto. Il problema è soprattutto di organizzazione. Ed è questa la sfida più difficile che attende il sindaco e l'amministrazione. L'operazione "Merci in centro" - varata con grandi aspettative dalla giunta Bruni e che prevede la consegna delle merci con veicoli elettrici - in realtà si è trasformata in un bagno di sangue: nel 2011 ha segnato un pesante meno 118mila euro nel bilancio di Como servizi urbani. I commercianti - pur con qualche ragione - l'hanno sempre snobbata, dicendo che la tempestività delle consegne non era garantita. Al di là degli esiti sconfortanti, però, l'intuizione era giusta. Va solo perfezionata e resa più efficiente, così da convincere anche i negozianti più scettici (cioè tutti). Insomma, la sforbiciata ai pass va bene, ma la soluzione al caos del centro passa anche e soprattutto da un'altra strada: la rivoluzione della consegna delle merci. L'alternativa è il gran bazar del carico e scarico a tutte le ore del giorno. E tenerci la zona a traffico illimitato.
Emilio Frigerio

Emilio Frigerio

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