Lunedì 27 Agosto 2012

Quando
tagliare
diventa
un danno

  Il viandante della Rete che si trovasse a passare per il sito della Camera di Commercio di Como, vedrebbe la notizia di un importante convegno a Como sull'efficienza energetica, indicazioni sulla possibilità di sostegno per la partecipazione all'"Italian Furniture Design", il link alle informazioni per avviare e gestire un'impresa, quello del "Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia di Como", una serie di altri contenuti indispensabili a un imprenditore avveduto e intelligente e che, al semplice cittadino, danno la sensazione di un ente dinamico e propositivo.
Solo gli stretti interessati si soffermerebbero invece a leggere un freddo avviso che dice: «L'entrata in vigore del D.L. 6/7/2012, n. 95 (Spending review) ha determinato la necessità di sospendere temporaneamente la procedura di selezione pubblica...». Scandagliando le pagine si scopre che il riferimento è a un concorso per un posto di "Assistente di processo o di progetto" con contratto a tempo indeterminato; i candidati saranno (anzi: sarebbero stati) esaminati su lingue straniere, informatica, statistica, economia aziendale.
Da oltre quindici anni a questa parte, a forza di blocchi del turnover, sospensioni di concorsi pubblici, canee sulla presunta inefficienza della pubblica amministrazione e inni al taglia-taglia, ci siamo ridotti alla miseria intellettuale, che forse è l'innesco di quella materiale di cui poi ci si lamenta.
Il numero proporzionale di pubblici dipendenti, in Italia, è perfettamente in linea con quello dell'Europa, e la spesa pro-capite inferiore a quella di Francia e Germania. Ma senza ricambio, senza intelligenze giovani, la nostra pubblica amministrazione, come recenti studi dimostrano, ha una media d'età, sia tra i dirigenti che tra gli impiegati, enormemente più alta delle pubbliche amministrazioni dei principali Paesi europei. Dunque quello che abbiamo fatto, a quanto pare, è scegliere di invecchiarci e cristallizzare le posizioni di potere burocratico.
Il che, in qualche particolare situazione, è fonte di ben altri fenomeni: se so di avere intorno un giovane funzionario che guarda con attenzione critica i miei comportamenti, e che progressivamente impara il mestiere, mi riuscirà molto più difficile addormentarmi sui precedenti burocratici, o, peggio, favorire qualche "amico". Tra i lettori di quell'annuncio c'è il futuro vincitore del concorso sospeso, un giovane che conosce bene una o due lingue straniere, che ha un'ottima preparazione in informatica, statistica, economia aziendale. Che quel concorso non lo potrà fare. Che potrebbe diventare uno dei centomila laureati e diplomati che ogni anno lasciano l'Italia per lavorare all'estero.
Ma i pubblici sono paralizzati dal taglia-taglia, i privati dalla giaculatoria del licenziamento facile: come se i collaboratori di un ente o un'azienda fossero solo uno scarto di cui prima o poi liberarsi, o un peso da evitare, e non - come un bravo datore di lavoro sa renderli - un valore che produce valore.

 

di Giuseppe Battarino

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