Sabato 22 Settembre 2012

Como,
l'importanza
di ascoltare
i cittadini

La protesta in consiglio comunale non si è risolta, una volta tanto, nel muro contro muro a cui residenti, commercianti e rappresentanti delle categorie erano abituati in passato.
Per una volta ha vinto il compromesso e il dialogo tra Comune e cittadini ha portato a una soluzione di mediazione che tiene conto anche delle esigenze di chi lavora.
È il caso di via Briantea, il primo che l'amministrazione Lucini si è trovata ad affrontare dopo le ferie. Il nuovo spartitraffico messo proprio al centro della carreggiata non piace a nessuno ed è per molti addirittura pericoloso, i negozianti e i residenti hanno raccolto qualcosa come 600 firme in pochissimo tempo e, giovedì sera, si sono presentati in consiglio comunale. Sono stati ricevuti e l'amministrazione ha deciso di concedere qualche posto auto in una zona estremamente congestionata (la seconda delle loro richieste) e si è detta disponibile a vagliare un progetto che presenteranno i promotori della petizione che porta il numero dei parcheggi a sei anziché i tre ipotizzati da Palazzo Cernezzi.
Al di là del caso specifico, che riguarda comunque una delle zone più trafficate della città e dove da sempre gli esercenti lamentano enormi problemi di parcheggio, è il metodo che segna un cambiamento almeno nell'approccio. Sul tavolo dell'amministrazione, sempre giovedì sera in consiglio, è finita anche la situazione delle case comunali di via Spartaco, con gli inquilini che presentano una serie di proposte rendendosi disponibili a collaborare. E su questo secondo nodo bisognerà vedere se l'approccio di Palazzo Cernezzi sarà lo stesso.
Pochi giorni fa, a un pranzo a cui era presente lo stesso sindaco, la discussione verteva sulla grave mancanza di risorse che si trova ad affrontare il governo cittadino. Niente soldi per le grandi opere, ma soprattutto niente soldi per sistemare il verde, per i servizi sociali, per gli asfalti. Una delle invitate al pranzo, seduta proprio di fianco al primo cittadino, si è messa a raccontare la storia di due anziane signore di Camnago Volta che volevano prendersi cura di un'aiuola del loro quartiere. Solo un anno fa avevano piantato dei gerani, ma era stato detto loro di toglierli immediatamente perché non avevano il permesso e l'amministrazione precedente non le aveva nemmeno ricevute. Le due anziane signore, però, tengono molto al loro quartiere e adesso vorrebbero andare in Comune e chiedere l'autorizzazione per piantare qualche fiorellino e prendersi cura della loro zona.
Insomma, non è poi così vero che i cittadini sono sempre pronti a lamentarsi. In molte occasioni il problema è proprio la mancanza di dialogo tra i salotti della politica, della burocrazia e delle strategie e chi i disagi li vive quotidianamente perché vede l'aiuola disastrata o i rischi di uno spartitraffico o i guai di un parcheggio che non c'è. Forse basterebbe un minimo di ascolto in più e la voglia di trovare una mediazione sui diversi temi.
Lucini, appena eletto sindaco, aveva detto: «Io prima di essere sindaco sono un cittadino e continuerò ad esserlo». Il segnale di via Briantea (anche se lo spartitraffico resterà al suo posto) è una speranza per chi, in questa città, non si è arreso e spera di poter migliorare le cose. Il suo condominio, la sua via, il suo quartiere. E c'è da augurarsi che il dialogo e il compromesso non restino un episodio isolato di inizio mandato, ma che diventino una costante anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Perché anche un geranio messo con amore nell'aiuola di Camnago Volta contribuisce a rendere più bella una città che di recuperare la sua immagine ha più bisogno che mai.
Gisella Roncoroni

Gisella Roncoroni

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