Lunedì 01 Ottobre 2012

Province
al bivio
ma Monza
dov'è?

  Con il balzano, per alcuni addirittura folle, progetto di creare un "provincione" artificiale  con capoluogo a Monza, va a finire che noi della Brianza Comasca diventeremo dei  figli di nessuno. Infatti non potremo più rivolgerci a quel buon padre che è sempre stato Como ma dovremo rivolgerci a Monza che è come se fosse al di là del mare.
Le Brianze sono almeno tre. A oriente si stende la Brianza dai dotti chiamata Abduana e compresa nella provincia di Lecco.  A sud si stende   quella che i politici locali sono convinti sia la "vera Brianza". Qualche anno fa infatti la politica locale si "è fatta in quattro" per creare la provincia di "Monza e Brianza".  Poi abbiamo quella comasca che abbraccia  Canturino e Alta Brianza.
I brianzoli del Lecchese sono già in parte (ad eccezione di alcuni comuni a settentrione come Valmadrera, Civate, Barzanò e altri) assai legati a Monza quindi non dovrebbero soffrire traumi nell'"andare con Monza". Noi invece, per così dire "brianzocomaschi" siamo da secoli legati alla città lariana anche se teniamo alla nostra spiccata tradizione. A Como  noi ci siamo sempre rivolti con amore, ossequio e riconoscenza nonostante qualcuno, anche per darsi un po' di arie, sostiene che il vero legame sia, per antico retaggio, con Milano. Ciò grazie alle famiglie nobili meneghine che nel 700-800 sulle colline a ridosso del Pian d'Erba posero le loro ricche dimore di svago e villeggiatura e poi costruirono anche una ferrovia per giungere confortevolmente dalle nostre parti.
Dal secolo scorso e forse pure da prima i brianzoli vanno a Como per tutte le pratiche burocratiche,  la provincia, gli ospedali, il catasto, il tribunale, per frequentare licei e il Setificio. Andavamo un tempo al distretto militare, allo stadio a vedere giocare il Como, i bambini dal Mantovani a guardare le vetrine dei giocattoli, le giovani coppie al cinema la domenica pomeriggio e qualcuno un po' troppo vivace anche per qualche trasgressione. Ed anche questo era il segno di forte amicizia.  Insomma l'abbraccio tra la Brianza e Como è sempre stato assai stretto e caloroso. Adesso però "tirano qua" Monza. "Ma Monza dov'è?", è la domanda che si fanno un po' tutti, da sempre, in Alta Brianza. Monza sarà anche vicina, ma non ha alcun legame con Erba nonostante il Lambro bagni la piana erbese e poi passi per Monza. 
Monza si sfiora soltanto andando a Milano per la "superstrada". Basterebbe una piccola deviazione per entrarvi. Ma nessuno ci pensa. Sarebbe importante fare un'inchiesta per chiedere a un cittadino di Erba, o di Merone, di Albavilla o di Canzo se ha mai visto il pur stupendo duomo di Monza. Probabilmente pochissimi risponderebbero di averlo ammirato. Da una vita mi affascinano, per averle guardati sui libri, la gallina con pulcini e la corona ferrea della regina Teodolinda, tesoro che si conserva  nel duomo di Monza. Ma vai oggi, vai domani, non ci sono ancora mai andato. Di certo vale mancanza è errore assai grave, però anche questo è il segno di quanto sia profondo il solco che divide noi dell'Alta Brianza con quelli che, penso sbagliando,  si definiscono i "veri brianzoli"  di Monza.
Un altro elemento di divisione è appunto proprio questa pretesa di elevare la parte meridionale a "vera Brianza". Mentre  quando vi è da diffondere l'immagine della Brianza si fa leva sulle foto dei laghi, delle colline, degli ameni paesaggi con lo sfondo del Resegone, che sono la nobile caratteristica dell'Alta Brianza.
Monza dunque è lontana anche se è  a "due passi". L'altro giorno mi sono un po' sorpreso quando un amico di Erba mi ha raccontato che doveva portare il figlio alla stazione di Molteno per prendere il treno per andare a scuola. Pensavo che si servisse della linea Lecco-Molteno-Monza- Milano Garibaldi, per altro da un anno percorsa da convogli modernissimi e comodi, per andare a scuola a Monza. Invece, il figlio dell'amico, una volta a Monza prosegue imperterrito e scende alla stazione di Greco Pirelli  che è molto vicina all'università della Bicocca e quindi molto comoda.
Insomma da Monza magari ci si passa ma non ci si ferma mai. Mi riprometto però di andare, prima di diventare ancora più vecchio, una buona volta a vedere la corona ferrea e gli altri tesori di Monza,. Di sicuro lo farò. Ma non accetterò mai Monza capitale della mia provincia.

Emilio Magni

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