Giovedì 10 Gennaio 2013

Como
posteggi
non solo
alla casta

Meno male che almeno una certezza c'è. I consiglieri comunali di Como continueranno ad avere il loro posto auto garantito. Da via Perti, privilegio che gridava vendetta sancito dalla giunta Bruni e smontato (con calma) da quella Lucini, traslocheranno all'autosilo del Valduce o nel cortile di palazzo Cernezzi.
Lontano dagli sguardi indiscreti e un po' iracondi di quei cittadini che si sono visti negare il posteggio durante un sorteggio ancora più drammatico di quello che ha spinto il Milan contro la corazzata Barcellona.
Sorteggio amaro e problematico per molti. Ma in fondo giusto. Nella politica dei posti auto per i residenti si è passati dal «chi primo arriva bene alloggia» a una ripartizione certo più democratica.
Certo, sarebbe stato meglio utilizzare, come per la Champions League, anche le teste di serie. Che nella riffa dei parcheggi sarebbero le fasce deboli,  gli anziani, la signora con cinque figli residente in via Albertolli di cui riferiamo in cronaca a cui il destino più che mai cinico e baro ha tolto lo spazio per piazzare il furgone e lasciato un bel problema.
Del resto le richieste di un posto auto al sole e allo smog da parte dei residenti di Como superavano le disponibilità di oltre 200 unità.
Un dato su cui comunque sarebbe opportuno ragionare nell'ottica di una politica per una mobilità sostenibile di una città in cui l'inquinamento purtroppo non arriva solo alle stelle come recita un luogo comune ma si ferma molto più in basso, all'altezza delle nostre narici, porte d'ingresso per i nostri polmoni.
Ma per questo ci vuole tempo. E neppure l'assessore Daniela Gerosa, nonostante l'aria da fatina buona può fare le magie. Un piccolo incantesimo però, lei e i colleghi di giunta sarebbe opportuno che lo realizzassero. Basterebbe rispettare i tempi per l'ampliamento della zona a traffico limitato. Forse non servirà neppure la bacchetta magica. Magari un po' di pazienza. Per informazioni, l'assessore Gerosa può rivolgersi al collega di giunta Lorenzo Spallino che sa bene con quante camicie sudate tornò a casa suo padre, l'ex sindaco Antonio, quando gli venne in mente di chiudere il centro storico agli autoveicoli.
Allora non si chiamava ancora Ztl. Ma le proteste e le resistenze furono le stesse, anzi di più di quelle di oggi. Adesso però chi mai vorrebbe tornare indietro?
Da qui si può partire per proseguire pancia a terra verso l'ampliamento dell'area inibita ai veicoli in transito in modo da ricavare altri spazi di sosta per sistemare la signora con cinque figli ed altri residenti costretti a vagare con l'auto in attesa del colpo di fortuna di un posto libero con tutte le ricadute del caso sullo smog. Doveva essere già pronta a dicembre la nuova zona a traffico limitato poi la pratica è slittata a giugno. A questo punto è indispensabile che i tempi siano rispettati per assicurare un minimo di lieto fine alla favola dei parcheggi.
L'alternativa potrebbe essere di trasformare le auto in zucche. Ma servirebbe quella bacchetta magica di cui sopra. Poi magia ed effetti speciali non sono mai andati d'accordo con la buona amministrazione. E gli esempi, vedi alla voce Ticosa, non sono mancati neppure a Como.  La concretezza e il mantenimento delle promesse realizzabili invece aiutano. Anche a dimostrare che il quinto posto di Mario Lucini nella classifica nazionale sul gradimento dei sindaci è meritato.
Francesco Angelini

Francesco Angelini

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