Venerdì 17 Maggio 2013

LA SCIENZA
STRIZZA
L'OCCHIO
ALLA CITTA'

Ci sono città che funzionano come una calamita. Como è una di queste. Attira i visitatori della domenica, gli svizzeri, i turisti, gli attori, le produzioni cinematografiche, i golfisti, gli appassionati d'auto d'epoca, gli stilisti, le riviste di moda, i fotografi e ora anche gli scienziati alle prese con la particella di Dio. La calamita del lago attira americani, inglesi, francesi, belgi, francesi, tedeschi, russi, giapponesi, spagnoli e ora anche i cinesi. E più gente arriva, più funziona il passaparola più è forte il potere del magnete. Perché è vero che tutti gli addetti ai lavori dicono che «la città, basta un raggio di sole, e si riempie».
Ma forse il sole non conta così tanto nella scelta di riunire a Villa Grumello i più grandi luminari della fisica mondiale impegnati a decidere cosa ne sarà del bosone di Higgs.
La comunità internazionale di fisica al completo, da Novosibirsk all'Australia. Tutti qui per decidere investimenti da sei miliardi di euro per costruire il nuovo acceleratore di particelle in Giappone.
Como è anche alle prese con una crisi che non accenna a rientrare, che ha tolto migliaia di posti di lavoro, chiuso un centinaio di negozi, aumentato la lista dei poveri che bussano alle porte della Caritas. Ma non riesce a fare un ponte tra le due cose. Non riesce a creare posti di lavoro in più in grado di attirare ancora più scienziati, ancora più turisti, ancora più appassionati di auto d'epoca.
Gli scienziati sono un territorio forse ancora inesplorato se non dalle università. Eppure sono un'eccellenza made in Como. I nostri ricercatori del dipartimento di Scienze ed alta tecnologia dell'Insubria sono bravi  al punto da riuscire a finanziare l'università. In un periodo in cui il ministero taglia fondi a tutti.
Di cosa hanno bisogno gli scienziati? Chi conosce la risposta e trova la soluzione si aggiudica una nuova fetta di mercato.  Ma prima di trovare le risposte i comaschi devono rendersi conto della fortuna che hanno ricevuto in dote.
Sono gli stessi albergatori, il presidente Marco Cassani e il vice Andrea Camesasca, a dire che non bisogna dare il nostro turismo per scontato. Che bisogna abbassare le tasse, ridurre le spese per chi è già nel settore e gli investimenti li farebbe anche se non si sentisse strangolato dal fisco e rallentato dalla burocrazia. La stessa che non ha ancora permesso la creazione di una “film commission” nonostante Como abbia oltre un secolo di storia d'amore con il cinema.
Dice Camesasca che è necessaria perché le produzioni vanno dove hanno uno sportello unico. Dice Daniele Brunati, che pure con il  Consorzio Como Turistica ha portato sul lago le troupe di  Terre Meravigliose «che non è così semplice creare una “film commission” perché a Torino, città prediletta dalle produzioni, hanno un'unica villa attrezzata per qualunque tipo di ripresa. Noi abbiamo tante ville stupende ma non sono attrezzate». Ora, il cinema rispetto alla scienza, ha un vantaggio. Almeno si sa cosa serve alle troupe e quando arrivano ci si organizza per farle girare al meglio.
Come per i golfisti che iniziano ad arrivare per prepararsi alla competizione internazionale del prossimo anno. L'importante, comunque, è non perdere le fasce esistenti di ricchezza. Come potrebbe succedere con il taglio dei parcheggi in centro che preoccupa i commercianti. Almeno piazza Roma andrebbe salvata dalla pedonalizzazione, dice chi lavora in centro. Per non perdere quelli che arrivano a Como attirati dalla forza della calamita.
Anna Svini

Anna Savini

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