Ambrosetti, il valore
aggiunto del Lario

Si parla di più di chi non c’è che non dei protagonisti, molti dei quali sconosciuti al grande pubblico, sebbene si tratti di altissimi dirigenti di società e banche capaci di decidere i destini di milioni di persone, spesso anche i nostri.

Così fa rumore quel “no” non esplicito ma fin troppo chiaro che il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha opposto all’invito a partecipare a uno dei massimi appuntamenti mondiali dell’economia e della politica, quel Workshop The European House _ Ambrosetti che proprio quest’anno compie i suoi primi 40 anni e che da sempre, dal luglio del 1975 si tiene al Villa d’Este di Cernobbio. Un “no” più che all’Ambrosetti a ciò, che per il presidente del Consiglio, rappresenta, ovvero un luogo di incontro, riflessione e scambio di idee tra chi in Italia e nel mondo condiziona, e spesso ha le leve del comando, l’economia e le scelte politico- finanziarie di grandi aziende, grandi istituzioni o addirittura Stati.

Fin qui Renzi, ma se si guarda da un’altra prospettiva, quella di Como piuttosto che quella di Firenze, la valenza dell’Ambrosetti non andrebbe liquidata in fretta. In questi 40 anni, il Forum è talmente cresciuto e si è affermato per la sua professionalità, indipendenza, integrità e dignità (come sottolinea il fondatore Alfredo Ambrosetti) che oggi è il primo think tank italiano, il quarto in Europa e sedicesimo nel mondo. Un patrimonio di esperienza e credibilità costruito attorno ai Nobel, ai più grandi economisti, ai leader politici di mezzo mondo (ieri c’era l’affezionato Shimon Peres e nella pattuglia di senatori Usa c’era anche l’ex candidato repubblicano alla presidenza John McCain) la cui valenza è entrata e entrerà anche nei libri di storia.

Ecco perché è necessario cogliere qui il valore dell’Ambrosetti per quanto il Forum rappresenta anche per Como. Anzi per Cernobbio. I fari mondiali che da ieri a domani si sono accesi sull’Ambrosetti finiscono per illuminare anche il Villa d’Este e soprattutto Cernobbio. Per tre giorni i principali Tg si collegano più volte con il Villa d’Este, schiere di giornalisti e operatori della comunicazione producono migliaia e migliaia di pezzi e interviste, le centinaia di relatori e partecipanti discutono, vivono e osservano il mondo dalle sponde del Lario. Ecco che il valore aggiunto prodotto dall’Ambrosetti si allarga, oltre che al pensiero e alle politiche finanziarie e no del mondo, anche all’immagine della nostra terra. Basti un esempio: il nome Cernobbio ormai non indica solo una rinomata ed elegante località geografica, ma è diventato un brand usato per qualificare un vertice, un “pensatoio” dove si mettono a confronto esperienze diverse e si colgono i cambiamenti in atto.

Grazie ai riflettori quarantennali dell’Ambrosetti, il lago di Como ha potuto contare finora e conterà anche nel futuro, nel più grande (e gratuito) spot turistico e imprenditoriale che un territorio possa avere. Un calcolo non è possibile, ma sarebbe interessante capire quanti investimenti e quanta attrattività l’appuntamento (anzi gli appuntamenti fra diretti e quelli solo di supporto organizzativo) annuale è riuscito a mobilitare e a quanto turismo è approdato da queste parti solo per aver assistito magari a un collegamento con la Sala Regina del Villa d’Este.

Per questo bisogna imparare a guardare al Forum Ambrosetti anche con l’occhio locale, andando oltre alla già celebrata e consolidata fama mondiale. Il tutto sommato relativo impatto organizzativo con i limiti imposti dalla sicurezza, sono il prezzo infinitamente piccolo che Como e soprattutto Cernobbio sono ben contenti di pagare in cambio di quella valorizzazione che, in questi 40 anni, nessuna scelta politica avrebbe saputo ottenere.

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