Federica la divina  ora nuota nella storia

Federica la divina

ora nuota nella storia

Ci sono le storie. Dentro e fuori dall’acqua. E poi c’è la Storia. In piscina. Lei, la Divina, ci entra mani e piedi in tutte e due. Perché, da sempre a suo agio sotto i riflettori, ancora meglio le è andata tra le corsie. Dove ha vinto tutto. È diventata leggenda. Ha fatto scrivere storie ed è entrata nella Storia.

La Federica Pellegrini che ieri, ottava volta consecutiva, è salita su un podio Mondiale, di diritto, diventa anche la più grande atleta della storia – rieccola – dello sport italiano, candidandosi prepotentemente per un posto nell’olimpo internazionale. Otto medaglie - l’ultima è la quarta d’oro nei 200 stile e la sesta totale - del color dell’iride come nessuna e nessuno. Lei che in carriera ne ha vinte cinquantuno, dall’Olimpiade in giù. Senza farsi mancare nulla.

Trentun’anni da Mirano, Fede è diventata grande presto. Colpa – o merito, fate voi - dei trionfi precoci che da subito le hanno regalato le luci della ribalta. Lei, a tratti, ha dimostrato anche di poterle sopportare, le luci, passando con nonchalance da una prima pagina dei quotidiani a una dei settimanali rosa. Tra un oro e un fidanzato, tra un record del mondo e una comparsata tivù, ha dimostrato, insomma, di saperci fare anche fuori dall’acqua, in quello che però è sempre rimasto il suo ambiente ideale.

A dimostrazione che si è fuoriclasse anche nella vita. Quando la testa conta quanto, se non di più, di braccia e gambe. Cervello fino e muscoli. La Divina ha saputo gestirsi bene, sempre. Merito di una famiglia che non l’hai mai mollata, di un ambiente che ha sempre saputo offrirle gli anticorpi e di una forza di volontà che non ha eguali. Ha vissuto momenti grigi, ha vinto le paure e si è liberata dei fantasmi del passato (vi ricordate la scelta di non correre più i 400 dopo le crisi di panico, anche sui blocchi di partenza?).

Lei, che continua ad avere paura di nuotare in mare aperto (incredibile), ha battuto l’ansia e gli incubi notturni così come ha fatto con le avversarie (in acqua e nella vita privata, vi dice niente Manadou-Marin-Pellegrini?) che, meteore o meno, le sono passate via durante una carriera lunghissima. E senza precedenti, perché i 31 anni nel nuoto potrebbero essere paragonati ai 50 nella pallavolo. Senza dubbio. Come stavolta in Corea, tante volte la sua impresa doveva essere l’ultima, ma poi ha sempre proseguito, alzando l’asticella e allungandosi almeno fino a Tokyo 2020, la sua ennesima Olimpiade, giusto giusto tra un anno.

Eppure, pur continuando a lavorare con un’ossessione e una maniacalità che sono tutte sue, ha svoltato. Soprattutto quando ha deciso di fare in proprio. Diventando la mental coach di se stessa, abbandonando lettini di analisi e motivatori. Scegliendo, insomma, di dedicarsi a Federica. E al suo cerchio magico, che è fatto degli affetti più cari e delle amicizie eterne e confortanti.

Non c’è da escludere, allora, che prima della prossima esperienza olimpica la si possa rivedere là, tra i giurati di Italia’s Got Talent, truccata a puntino e pettinata, a tenere testa con disinvoltura ad animali da palcoscenico come Claudio Bisio, Luciana Littizzetto e Frank Matano. Un’area comfort tutta sua, una sorta di camera di compensazione dove salvare il meglio di quello che Fede può dare, limitando lo stress ed esaltando il divertimento.

E lei, divertendosi, vince. Anche se, come ha ripetuto pure stavolta, continua a “farsela sotto” come se fosse la prima finale. E non l’ennesimo e meraviglioso trionfo di una Storia fantastica. Se non ci fosse, Federica non si potrebbe nemmeno inventare.


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