Asso, l’escursione contro la strada
«Lasciamo verde la zona del Lambro»

Una ventina di presenti, soddisfatti gli organizzatori

Asso, l’escursione contro la strada «Lasciamo verde la zona del Lambro»
Le persone che hanno preso parte all’escursione “verde”

In una ventina hanno partecipato domenica 13 febbraio all’escursione guidata sulla sponda del Lambro dove c’è l’intenzione di far passare la nuova strada di collegamento tra Asso e Caslino d’Erba.

Gli organizzatori avevano invitato all’appuntamento anche i sindaci competenti territorialmente, alla fine ha fatto capolino per alcuni minuti solo il sindaco di Asso Tiziano Aceti che ha fatto due chiacchiere con i presenti.

La guida ambientale ed escursionistica Nicola Vicini che ha organizzato l’iniziativa con la poetessa Monica Galanti è soddisfatto della partecipazione: «L’iniziativa a mio modo di vedere è andata molto bene. Le persone sono apparse molto interessate e attente a quanto spiegato durante il percorso. Ringrazio Monica Galanti che ha recitato alcune sue splendide poesie dedicate agli elementi: vento e acqua, e all’ambiente in cui viviamo. Ringrazio anche Roberto Cerati, presidente del Gruppo Naturalistico della Brianza e Franco Bramani che hanno portato importanti contributi culturali, sulle Marcite in particolare, con narrazione degli eventi accaduti negli ultimi decenni in particolare nell’ultimo».

Una passeggiata nel bello con un occhio teso alla possibile realizzazione della nuova via: «Credo che la giornata sia andata molto bene. Si è parlato di arte, di fotografia, di poesia e di “allestimenti” e si sono fatte anche diverse considerazioni sulle ipotesi riferite alla “creazione” di una nuova strada e alle possibili alternative “non invasive” alla posa di nuovo asfalto e cemento in prossimità delle sponde del fiume Lambro».

Si diceva dei sindaci invitati ha fatto capolino solo Aceti: «È arrivato prima che iniziassimo l’escursione ma non ha partecipato, si è fermato per qualche minuto a parlare principalmente con Monica – continua Vicini - Credo sia passato più che altro per controllare cosa stavamo facendo».
(G Cri.)

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