Canzo, rivolta contro la “zona rossa”  I commercianti guidano la protesta
Alcuni commercianti di Canzo che aderiscono alla protesta dell’associazione “Oltre le vetrine” (Foto by Stefano Bartesaghi)

Canzo, rivolta contro la “zona rossa”

I commercianti guidano la protesta

Saracinesche abbassate, manifesti e lumini accesi il 28 gennaio. L’associazione “Canzo oltre le vetrine” chiama i colleghi dell’Erbese

Saracinesche dei negozi abbassate per un’ora dalle 16 alle 17 di giovedì 28 gennaio. Questa la protesta dei commercianti di Canzo, una protesta che si è subito allarga a macchia d’olio nei Comuni vicini. Durante la protesta il commerciante rimarrà fuori dal negozio con un cero in mano e posizionerà un annuncio funebre per l’attività. L’obiettivo è quello di mostrare quanto è vuoto un paese senza vetrine illuminate.

«Ci siamo sentiti negli ultimi giorni tra noi e l’adesione è stata unanime, in poche ore in una sessantina hanno deciso di prendere parte a questa protesta pacifica – spiega Melissa Sacchi presidente dell’associazione organizzatrice della protesta “Canzo oltre le vetrine” che raggruppa i commercianti del paese - Credo che aderiranno praticamente tutti a Canzo, ora ci stiamo rivolgendo anche ai paesi confinanti, ad Asso e scendendo fino ad Erba. Vediamo se altri vogliono prendere parte».

Il manifesto che accompagna la protesta

Il manifesto che accompagna la protesta
(Foto by Stefano Bartesaghi)

La filosofia è abbastanza chiara: «Vogliamo fare capire quanto è brutto avere un paese in cui non ci sono le luci delle vetrine accese, in cui i negozi restano chiusi. Ed è una possibilità reale, perché questa nuova zona rossa ci ha tagliato davvero le gambe, sono in molti a lamentarsi». «Per altro ci sono limitazioni senza senso.A fronte di un negozio di fiori e uno d’intimo aperti c’è quello dell’abbigliamento: che senso ha? Abbiamo sempre rispettato le regole, ma questi ulteriori quindici giorni stanno mettendo in grande difficoltà tutti». La protesta sarà fatta rispettando al massimo la legalità. «Saremo tutti distanziati, ognuno fuori dal proprio negozio, con le mascherine, non forziamo l’apertura ma semplicemente chiuderemo per quest’ora. Stiamo recuperando i lumini e faremo degli annunci funebri per i negozi. L’idea è che il negoziante resti fuori dal suo esercizio con il lumino tra le mani per quell’ora». Una protesta cresciuta subito velocemente: «Praticamente hanno aderito tutti quelli contattati finora, anche gli alimentari e i bar. Le macellerie, la lavanderia, le pasticcerie. Siamo a quota 60 ma cresceremo». L’idea è già ora di allargarsi: «Eravamo tentati di fare la protesta senza dire nulla a nessuno, poi però abbiamo ragionato sulla possibilità di coinvolgere anche i paesi confinanti, e di arrivare fino ad Erba. L’iniziativa parte da Canzo ma chiunque vuole può prendere parte anche fuori dalla nostra zona». Alla protesta ha aderito Confesercenti mentre a livello politico il sottosegretario regionale (ed ex sindaco di Canzo) Fabrizio Turba ha reso noto di «sostenere con convinzione la protesta dei commercianti. Il governo la smetta con l’astio nei confronti dei lombardi». Immediata la reazione del consigliere regionale 5Stelle Raffaele Erba: «La protesta è legittima e andrebbe indirizzata verso la responsabile di questi disagi: la Regione».

(Giovanni Cristiani)


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