Erba, il Covid semina lutti
Morte tre suore di Buccinigo

Tra le missionarie mancate c’è suor Rosa Fumagalli, 82 anni, di Castello Brianza

Erba, il Covid semina lutti Morte tre suore di Buccinigo
L’andirivieni delle ambulanze per trasferire le missionarie più gravi negli ospedalibartesaghi

Tre missionarie sono morte all’istituto di via Como, tredici sono state trasferite all’ospedale nella serata di lunedì. Le altre suore comboniane affette da Covid-19 - si parla di 70 donne anziane - restano perlopiù asintomatiche. Mentre il numero degli erbesi positivi al coronavirus si avvicina a quota duecento, resta la preoccupazione per il focolaio che si è sviluppato all’istituto delle suore Pie Madri della Nigrizia. Il bilancio è di tre morti: sono mancate due missionarie di 97 anni, originarie di Rescaldina in provincia di Milano e di Burcei in provincia di Cagliari, e una suora di 82 anni, Rosa Fumagalli, originaria di Castello Brianza. Altre 13 religiose sono in condizioni critiche. Lunedì Areu ha deciso di trasferirle in strutture ospedaliere sparse sul territorio, l’operazione ha coinvolto numerose ambulanze giunte in via Como alle 20.30 di lunedì 15 marzo. Il via vai dei mezzi di soccorso, un’immagine che rimanda ai giorni più tristi della primavera 2020, spiega le tante sirene udite dagli erbesi. Il virus, dice il sindaco Veronica Airoldi, è entrato in una struttura «in cui diverse suore anziane avevano già grossi problemi di salute, alcune delle religiose contagiate erano da tempo allettate con ossigenoterapia. Una situazione di partenza critica che è stata purtroppo aggravata dal Covid-19». Le suore con un quadro clinico compromesso, prosegue il primo cittadino, «sono state portate dai mezzi di Areu in diversi ospedali tra cui Lecco, Sondalo e Gravedona. Le missionarie rimaste in struttura hanno pochi sintomi, o sono del tutto asintomatiche: per loro non sono previsti trasferimenti in ospedale, la speranza è che la situazione non peggiori». L’istituto della Nigrizia di Buccinigo esiste dal 1934 e accoglie suore comboniane provenienti da tutta Italia. Qui vengono ospitate le sorelle che hanno terminato la propria attività in giro per il mondo. Alcune ospiti hanno più di novant’anni e richiedono cure costanti, di loro si occupano i medici di medicina generale. La preoccupazione per il focolaio e per i contagi in crescita in tutta la città fa il paio con l’attesa per i vaccini, anche se la sospensione delle somministrazioni di AstraZeneca rischiano di ritardare tutto. Lo stesso ospedale Fatebenefratelli aveva iniziato a somministrare il vaccino al personale docente del territorio, ora non resta che attendere il responso dell’Ema atteso per giovedì.

(Luca Meneghel)

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