Erba: interventi ridotti a un quarto  Vaccini antiCovid, nessuno rifiuto
Ambulanze ieri davanti al Pronto soccorso (Foto by Stefano Bartesaghi)

Erba: interventi ridotti a un quarto

Vaccini antiCovid, nessuno rifiuto

OspedaleL’impegno sul coronavirus riduce al minimo l’attività chirurgica al Fatebenefratelli.Il direttore Maggioni: «Mi ha sorpreso vedere tanti delusi quando le dosi erano state bloccate»

L’attività chirurgica è ridotta al minimo, l’area Covid con 70 pazienti occupa ormai tutto il reparto di medicina generale.

L’ospedale Fatebenefratelli è nel pieno della terza ondata: «Per quanto ci riguarda - dice il direttore sanitario Pierpaolo Maggioni - attendiamo il picco dei ricoveri entro dieci giorni, poi mi aspetto una discesa rapida. Intanto continuiamo a vaccinare con Astra Zeneca: nessuna rinuncia e nessun timore, dopo i docenti sarà il turno dei soggetti fragili».

Il numero delle persone affette dal Covid-19 continua a crescere. Se in città siamo a 217 erbesi attualmente positivi, è facile immaginare quanto il Fatebenefratelli - che serve un territorio molto più ampio - sia in sofferenza.

L’area Covid conta ormai 70 pazienti, la terapia intensiva è tornata a riempirsi già all’inizio di marzo (ci sono sette posti disponibili). Le ripercussioni sull’attività ordinaria sono inevitabili.

«L’area Covid - dice Maggioni - occupa tutto il reparto di medicina generale. I pazienti con altre patologie sono stati trasferiti nell’area della chirurgia: siamo tornati insomma all’ospedale diviso in due, una parte Covid e una parte tradizionale. Le ripercussioni sono proprio sugli interventi chirurgici: abbiamo deciso di tenere aperta una sala operatoria sulle quattro disponibili, dunque l’attività verrà ridotta al 25% del potenziale. Una seconda sala è disponibile per le emergenze».

La decisione è inevitabile, perché gran parte delle infermiere e del personale di chirurgia sono stati trasferiti in area Covid.

Rispetto ai dati dei contagi giornalieri, quelli che arrivano dagli ospedali tendono a crescere e ad abbassarsi con due settimane di ritardo: «È solo la mia opinione - premette il direttore sanitario - ma per quanto ci riguarda mi aspetto il picco fra dieci giorni, poi una rapida discesa».

L’11 marzo l’ospedale ha iniziato a vaccinare 70 docenti al giorno con AstraZeneca, poi è arrivato lo stop di tre giorni in attesa del responso dell’Ema sulla sicurezza. «Nessuna disdetta e nessun timore - dice il direttore - abbiamo ripreso regolarmente a vaccinare venerdì pomeriggio alle 15».Quando è arrivato lo stop imposto da Aifa, il direttore è andato in sala d’aspetto per annunciare alle persone in coda che la somministrazione sarebbe stata sospesa.

«Mi aspettavo onestamente qualche reazione impaurita - dice Maggioni - invece sono rimasto sorpreso. La reazione più comune è stata di dispiacere per non poter avere il vaccino tanto atteso». Un appuntamento, fortunatamente, solo rimandato.

Luca Meneghel


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