«Il lago di Montorfano   non è la piscina di tutti  La Riserva va tutelata»
Il lido del lago di Montorfano

«Il lago di Montorfano

non è la piscina di tutti

La Riserva va tutelata»

Riparte il dibattito e il sindaco Capuano ha le idee chiare: «Ci saranno più controlli»

Ci risiamo: dopo due anni torna il dibattito sulla Riserva del Lago di Montorfano. In mezzo il silenzio dettato dalla pandemia che ha fortemente limitato gli spostamenti e dal commissariamento del Parco regionale della Valle del Lambro (ente gestore della Riserva montorfanese).

A riaccendere il confronto, ribadendo che nella Riserva non si deve entrare con auto o mezzi motorizzati, è lo stesso sindaco, Giuliano Capuano, che ne ha sempre fatto una bandiera e un terreno di confronto, a volte scontro, con lo storico avversario politico, Domingo Merry del Val, membro della famiglia nobiliare Barbavara, proprietaria del Lido di Montorfano.

Nessuno dà stoccate di fioretto decise, ma il contenzioso sulle norme della Riserva, e di conseguenza sul parcheggio del Lido, continua a essere acceso.

Tre anni fa la famiglia Barbavara aveva acquisito l’area a prato, che da decenni viene usata come parcheggio per il Lido. Sia la consuetudine che le norme di per sé prevedono che possano accedere alla Riserva coloro che raggiungono una proprietà privata.

Ovviamente una deroga limitata, che risulta un po’ tirata per le decine e centinaia di auto dei bagnanti che vanno al Lido. Dopo il silenzio doveroso, ora che il Parco Valle Lambro ha un nuovo presidente nella persona di Marco Ciceri, Capuano incalza. «Ho ribadito al neo presidente tutte le problematiche che da diversi anni contaminano la nostra Riserva e l’hanno resa sempre più povera e degradata, frequentata solo da avventori che la scambiano per un luogo di assoluto divertimento in sfregio alle norme e regole che la tutelano, oltre agli abusi di qualche proprietà interna e alle attività presenti che contribuiscono al coinvolgimento sempre maggiore di fruitori che non arrivano per godere delle bellezze naturali del luogo, ma per sfruttare le stesse a proprio piacere, procurando danno alla vegetazione, entrando con le auto e moto, agli animali, e in acqua e sulle rive tenendo qualsiasi tipo di atteggiamento tranne che il rispetto per l’ambiente in cui si trovano. Il lago di Montorfano non è una piscina, ma una Riserva».

L’articolo completo su La Provincia in edicola oggi, 22 luglio


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