Pusiano: vince la burocrazia, catturati e trasferiti i tredici canguri dell’Isola dei Cipressi

Il caso Introdotti negli anni Novanta, erano considerati pericolosi non solo per l’aggressività ma anche per ragioni sanitarie. La colonia è stata trasferita in Toscana, nonostante le proteste dei proprietari dell’Isola

Stavolta ce l’hanno fatta. A distanza di tre mesi dall’ultimo blitz - era il 4 luglio - i canguri dell’Isola dei Cipressi di Pusiano sono stati catturati dai Carabinieri Forestali e trasferiti in provincia di Grosseto, all’interno di una struttura idonea convenzionata con il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, dove potranno vivere liberi e nel rispetto delle loro esigenze. Si chiude così una battaglia infinita cominciata dopo che nel 1991 due esemplari di wallaby erano stati portati all’Isola dei Cipressi, provenienti dallo zoo di Milano che aveva chiuso: nel corso degli anni si è formata una colonia di tredici animali.

I wallaby, nativi dell’Oceania centrale e meridionale, sono piccoli marsupiali appartenenti alla famiglia Macropodidae le cui dimensioni non sono sufficienti per essere considerati canguri nonostante l’estrema somiglianza con questi ultimi. Gli esemplari, infatti, discendenti da un’unica coppia introdotta negli anni Novanta, occupavano l’isola in numero fino ad oggi indefinito ed in violazione alla normativa vigente che ne vieta la detenzione in quanto considerati animali pericolosi. È stato vano il tentativo del proprietario dell’Isola di opporsi al provvedimento emesso dal Tribunale di Como, il cui ricorso in Corte di Cassazione è stato respinto.

La norma definisce la pericolosità degli animali non solo in stretta correlazione alla loro aggressività, ma anche per precise ragioni di ordine sanitario: come riportato dai carabinieri della forestale stessa, secondo quanto disposto dal Ministero, si vuole sempre più evitare il contatto diretto tra uomo ed animale selvatico al fine di impedire potenziali rischi alla salute pubblica in conseguenza al salto di specie di virus e patologie, come probabilmente già accaduto con il Covid.

La loro presenza era diventata una autentica attrazione per Pusiano. Tuttavia ne era nato un intricato caso burocratico. A ripetizione si era cercato di spostarli nonostante l’opposizione dei proprietari dell’isola dei Cipressi e dell’intera comunità. Molti servizi giornalistici- a cominciare da quelli su La Provincia - e i reportage televisivi (l’ultimo sulla Rai con Linea Verde) avevano contribuito ad allentare le pressioni delle istituzioni che facevano riferimento alla presunta pericolosità di questi animali, inseriti in una apposita lista. Ma, alla fine, non c’è stato nulla da fare.

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