Sette fusi orari e -20
Il viaggio di Elisa
sulla Transiberiana

LambrugoLa studentessa terminerà i 9.288 chilometri il 28 gennaio: «I russi parlano poco ma sono generosi Paesaggi incantevoli e città ancora addobbate a festa»

Sette fusi orari e -20 Il viaggio di Elisa sulla Transiberiana
Il selfie di Elisa Nicoletti nella Piazza Rossa di Mosca

Dalla piccola Lambrugo alla vasta Siberia percorrendo tutta la linea ferroviaria Transiberiana.

Elisa Nicoletti , 23 anni, è in viaggio nell’immenso territorio russo per coprire i 9288 chilometri che separano la capitale russa, Mosca, da Vladivostok, estremo oriente della Russia, sull’Oceano Pacifico, vicino al confine con Cina e Corea del Nord.

In pieno gennaio, con temperature mediamente intorno ai meno 20 gradi, per la studentessa lambrughese un’esperienza e una prova importante che ha deciso di condurre da sola, senza amici o compagni. Elisa studia Scienze linguistiche, profilo management internazionale, alla Cattolica di Milano: è iscritta all’ultimo anno della magistrale. Si trova in Russia come seconda esperienza Erasmus: due anni fa era stata in Estonia. Studia inglese e russo e ha un grande amore per la Russia: ha deciso quindi andare a studiare a San Pietroburgo, dove in questi ultimi cinque mesi ha migliorato e potenziato la sua conoscenza della lingua russa al Politecnico della città. Terminati gli esami a dicembre, ha deciso di intraprendere questa particolare esperienza.

«Ho deciso di prorogare il mio Erasmus, che doveva finire a gennaio, di altri cinque mesi e mi fermerò fino a giugno – racconta – Molti studenti, quando scelgono un viaggio, scelgono Murmansk per andare a vedere la tundra e l’aurora boreale. Io però ero già stata in Lapponia nel primo Erasmus. Parlando con amici è uscita idea della transiberiana».

Natale ortodosso

«È un percorso impegnativo: tre settimane, il freddo che è veramente intenso a gennaio e anche i costi. Però ho deciso di organizzare il mio viaggio e le mie soste nelle varie città e di intraprendere questa esperienza da sola». La studentessa lambrughese ha raggiunto Mosca e da qui è partita la sua avventura nel cuore della sterminata Russia. Il 7 gennaio, giorno del Natale ortodosso, allo scoccare della mezzanotte è partita nel suo viaggio: «Non mi bastavano 9.288 chilometri: ho aggiunto anche il percorso da San Pietroburgo a Mosca – commenta sorridendo – Viaggio principalmente di notte: da Mosca ho raggiunto Kazan, dove mi sono fermata tre giorni. Poi da Kazan mi sono portata a Ekaterinburg dove mi trovo ora, viaggiando una notte e una mattina. Poi arriveranno nei prossimi giorni i tragitti più lunghi».

Elisa si porterà fino a Novosibirsk con un viaggio che durerà 24 ore; poi si porterà al Lago Bajkal con un tragitto ferroviario della durata di un giorno e mezzo. Il tratto più lungo sarà quello fino a Vladivostok con tre giorni di viaggio. L’obiettivo è di terminare il viaggio entro il 28 gennaio con ritorno in aereo.

Tedeschi e francesi

«Il treno attraversa la bellezza di sette fusi orari differenti – racconta Elisa – Rispetto all’orario di Mosca, Vladivostok è 7 ore più avanti. Le cose più belle sono i paesaggi davvero incantevoli e poi qui è da poco terminato Natale: nelle città si trovano ancora mercatini, fiere e sculture di ghiaccio. Viaggio in un vagone con 50 posti letto: i russi non parlano molto, ma mi sono ripromessa di intavolare conversazioni. Sono un popolo generoso: a ogni fermata mi hanno donato qualcosa, da un mandarino, a una calamita, all’acqua santa. Ho fatto amicizia con ragazzi tedeschi e francesi che parlano russo. Tengo un diario di bordo su Instagram che sta riscuotendo molta curiosità».

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